Parco

Lo sviluppo di un territorio non passa necessariamente attraverso la costruzione di numerose strutture, anzi, la maggior parte dei problemi degli odierni centri abitati nasce proprio dall’edilizia selvaggia, dalla diminuzione delle aree verdi, da opere pubbliche devastanti, fiorite a causa della perdita del legame ancestrale dell’uomo con la natura e della conseguente perdita dei secolari equilibri tra risorse e territorio, tra ambiente e abitanti. Il parco è creato per proteggere ecosistemi delicati e preziosi ma si rivela strumento formidabile per creare lavoro in settori strategici quali il turismo, l’agricoltura, l’artigianato e la gestione dei beni culturali. All’interno del Parco si incentiva lo sviluppo sostenibile, Obiettivo primario degli enti chiamati a gestire ed orientare l’azione delle aree protette, infatti,  è la ricerca di una sempre maggiore assimilazione tra le azioni di conservazione e lo sviluppo socio – economico delle comunità locali interessate. Partono così progetti che non salvaguardano semplicemente le attività umane ma incentivano e tutelano produzioni economiche basate sulle qualità ambientale, che posso ottenere anche il riconoscimento di “produzioni tipiche” da parte dell’UE.

L’istituzione di un’area protetta tiene quindi conto degli insopprimibili interessi umani  della zona interessata che vengono armonizzati e integrati  con gli interessi della natura . In Italia si assiste oggi al diffondersi di una domanda sociale, amministrativa e culturale di aree protette; mutano le condizioni ecologiche e la sensibilità culturale e le condizioni politiche. Cambia la visone di ecologia nella speranza di un migliore equilibrio futuro nei rapporti tra uomini e natura. Dalla loro originale istituzione in Italia il concetto di parco è cambiato: nato come puro e semplice modo di conservazione , cioè fatto di imposizioni, divieti e vincoli, oggi è integrato con la previsione di finalità più ampie, siano esse di tipo economico, educativo o ricreativo.

I parchi naturali nascono per tutelare un’area di particolare interesse. Ma cosa s’intende per interesse? Nel nostro Paese vediamo ovunque bellezze naturali che andrebbero tutelate e valorizzate, quale peculiarità ha il nostro territorio? Al di là della bellezza paesaggistica, in termini scientifici nelle aree protette va tutelata la diversità, intesa a tre livelli: genetica, specifica a livello di ecosistemi. La diversità è alla base della vita, dalla diversità della vita sulla terra l’uomo ricava tutto ciò che gli occorre per vivere, dai medicinali a tutte le materie prime indispensabili per le più diverse produzioni, per questo è indispensabile tutelarla. Nello studio delle specie emerge che popolazioni con scarsa diversità, cioè piccole, isolate, in cui si verificano fenomeni  di imbreeding (incrocio tra consanguinei) la diversità della popolazione è molto bassa e questo porta in pochi anni alla riduzione fino all’estinzione della stessa. Pur essendo il fenomeno dell’estinzione  un fatto naturale che si verifica da sempre il tasso di estinzione attuale è spaventosamente veloce, quasi 200 volte di più che nel passato, impossibile da essere equiparato dal tasso di  speciazione che è invece il fenomeno di formazione di nuove specie, dai tempi lunghissimi nei quali le specie subiscono adattamenti  ai cambiamenti dell’ambiente esterno. Con i cambiamenti che avvengono oggi, estremi e repentini è molto difficile che una forma di vita riesca a sopravvivere.

Le aree protette assumono così un’importanza sempre maggiore, purtroppo in relazione alla situazione sempre più delicata.

Nel nostro Paese il paesaggio e la natura sono di indubbia bellezza ma sono anche alterate da millenni di intensissima antropizzazione e profondamente modificati. In più, ora, al di là delle attività tradizionali si è aggiunto lo scempio di attività umane ad alto impatto: industrie, traffico, rifiuti, pesca e caccia di frodo, introduzione di specie esotiche cui si aggiunge, sempre più diffuso, l’inquinamento ad ampio raggio, quindi  proveniente da altre parti del mondo.

L’ecosistema protetto deve essere conosciuto in tutte le sue parti per far si che il parco funzioni cioè che le biocenosi  che lo popolano prosperino e anche per valutare il tipo di presenza umana che può essere tollerata.                                                                                                                   Marta Cinque

 

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