IL PALAZZO DEL GENERALE AVITABILE A CASTELLAMMARE DI STABIA

 

 

Prima di decidersi ad edificare ad Agerola quel palazzo dove poi morirà (palazzo che fu poi scioccamente demolito per far posto alla Colonia Montana di cui ammiriamo oggi gli squallidi resti a San Lazzaro), il generale Avitabile (1791-1850) aveva realizzato una sua fastosa residenza a Castellammare di Stabia.

Essa sorgeva (e ancora sorge, sebbene tovinata da superfetazioni e smembrata in più proprietà) sul ciglio del ripiano che ospita le Nuove Terme Stabiane, laddove quel ciglio piega bruscamente verso sud, formando il fianco del vallone del torrente Sommuzzariello. In altri termini il palazzo sorge sulla collinetta che domina da occidente l’incrocio dov’è l’Hotel Palma e la fermata della SITA dove molti di noi prendono spesso il bus per ritornare ad Agerola.

Di questa che fu la prima residenza fissa del nostro generale-nababbo al ritorno dall’Afganistan (1844), ho appena ritrovato -e metto volentieri a disposizione su questo blog- una rappresentazione che credo risalga alla fine dell’800 o ai primi del’900. Si tratta di una antica incisione che è stata riprodotta senza titolo nè commenti in una guida del 1998. Dalla grossezza dei tratteggi desumo che, probabilmente, la riproduzione mostra solo un dettaglio ingrandito di una incisione inquadrante un paesaggio più ampio. Ho in corso indagini per scoprire chi ne possiede un originale e, se avrò successo, aggiornerò i cortesi lettori.

Nella incisione il " palazzo " appare come un vasto complesso di edifici che è sorretto pro parte da robuste muraglioni di rinforzo della scarpata circostante. Nella parte centrale della scena si vede bene come l’opera di contenimento si articolasse, a tratti, su più livelli, con interposti giardini o frutteti. I muraglioni presentano spesso archi ciechi e fornici, molti dei quali sono visibili in loco ancora oggi. Nella parte sinistra della scena si vede la parte finale della rampa stradale di accesso al palazzo (anch’essa ancora oggi ben conservata) che –fuori scena- si innesta sulla antica strada per Scanzano. Nell’angolo in basso a sinistra mi pare di poter riconoscere l’alveo del torrente Sommuzzariello, che peraltro fu coperto (tombato sotto gli attuali giardini pubblici) solo negli anni sessanta del novecento.

Non so se tutti gli edifici che si vedono a monte della rampa e del muraglione appartennero all’Avitabile. Considerato che, probabilmente, l’incisione è posteriore di decenni alla sua morte, alcuni degli edifici che vi compaiono potrebbero essere stati aggiunti posteriormente. E’ anche possibile che alcuni corpi di fabbrica (quelli più a sinistra, credo) esistessero già quando il generale acquistò l’area e prese ad edificarvi altri e più cospicui volumi. Non avrei, invece, dubbi sul fatto che furono voluti dal generale la possente sistemazione generale di questo " acrocoro " e gli alti edifici che vediamo nella parte destra del complesso. Essi appaiono, infatti, più importanti per proporzioni, più unitari come stile e –cosa più importante- rivelano molte analogie architettoniche con il palazzo che l’Avitabile si fece costruire a San Lazzaro di Agerola.

E’ quindi molto probabile che anche il palazzo di Castellammare, come quello di Agerola, fu progettato dall’architetto Savarese, di cui il Generale fu cliente ed amico.

Nella speranza di poter tornare sull’argomento fornendo altre informazioni, chiudo questa nota preliminare ricordando che a Castellammare, l’altura su cui sorge il palazzo in questione è stata a lungo nota (e forse lo è ancora ; chiedo lumi a chi ne sappia qualcosa) come il Belvedere Avitabile. Il nome è giustificato dal fatto che da lassù si dominava un ampio panorama su Castellammare stessa, sul suo lido e sul Golfo di Napoli. Anche per questo, il complesso è stato poi usato come albergo (la celebre Villa Weiss. Un " caravanserai for tourists " scrive il Cotton nei primissimi anni del novecento) prima di divenire un condominio quando, negli anni dello scempio edilizio e del caos urbanistico, la costruzione di alti palazzi a valle della scarpata ridusse molto la panoramicità del sito ed il forte inquinamento da traffico, insieme ad altri fenomeni di degrado, fece calare molto l’appeal immobiliare e turistico di quest’angolo di Castellammare.

Citazione

Edifici religiosi antichi ad Agerola

Ecco un’elenco delle chiese, cappelle e conventi che sorsero ad Agerola tra il Medioevo ed il ‘600, secondo quanto si ricava da varie pubblicazioni a carattere storico. Per ogni edificio riporto, nell’ordine: il suo nome, l’ubicazione, l’epoca di costruzione (E) o l’anno di prima segnalazione in documenti antichi (S). Aggiungo anche qualche riferimento bibliografico, usando le seguenti abbreviazioni: A : Apuzzo Aniello (1964). Agerola. La piccola Svizzera napoletana. Tipografia Napoletana, Napoli, 110 pp.. C : Matteo Camera (1881). Memorie storico-diplomatiche dell’antica Città e Ducato di Amalfi. (Volume Secondo). Stabilimento Tipografico Nazionale, Salerno. Riportato anche, come allegato, in: Comune di Agerola (1992). “Statuto”. Eidos Ed., pag. 173-203. F : Giuseppe Fiengo, Gianni Abbate, Aldo Cinque e Maria Russo ((2001) L’insediamento rupestre di S. Barbara in Agerola. Rassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, n. 20/21, pag. 9-56. G : Gargano Giuseppe (1996). I Santi nella toponomastica amalfitana del Medioevo. In: Atti del Convegno “La chiesa di Amalfi nel Medioevo”. Pubblicazione del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, Atti 3, pag. 493-536. M : Angelo Mascolo (2003). Agerola; dalle origini ai giorni nostri giorni. A cura di M. R. Avellino. Micromedia, 504 pp. Uso il grassetto per gli edifici ancora esistenti, il carattere normale per quelli allo stato di rudere ed il corsivo per quelli di cui si sono perse le tracce (a meno di possibili sorprese). Uso, infine, il sottolineato per gli edifici che sono citati in antichi documenti e che sono difficili da identificare. L’elenco è probabilmente incompleto e sono certamente suscettibili di vorrezioni le indicazioni di età degli edifici e, per quelli “scomparsi”, di ubicazione. A tale proposito, prego chiunque disponga di altre notizie storiche di farmele pervenire, in modo che io possa migliorare il presente documento… 1- Della Croce (Cappella). Ubicazione: S. Maria. E incerta (M, pag. 330) 2- Immacolata Co ncezione. Ubicazione: Bomerano. E 1580-1615 (A. pag 68) 3- Madonna di Loreto (detta anche S.Francesco). Ubicazione: Bomerano. E XIV-XV secolo 4- S. Agostino (con piccolo convento). Ubicazione: Bomerano. S 1386 (G, pag 523) 5- S. Andrea (cappella). Ubicazione: …,,,,,,, S 1362 (G, pag 510) 6- S. Angelo a Jugo (ora rudere). Ubicazione: Valico delle Palombelle. E X secolo (A, pag 69) S 1306 (G, pag 506), restaurata 1479 (C, pag. 628) 7- S. Angelo ad Apes (prob. ad Apex). Ubicazione: Zona di Grotta Biscotto, Bomerano. E X-XI secolo? 8- S. Anna. Ubicazione: Santa Maria. E 1623 (M, pag. 331) 9- S. Barbara (con annesse celle romitali). Ubicazione: presso omonima grotta tra Bomerano e Furore. E X-XI secolo (F, pag 46; G, pag 503) 10- S. Caterina (chiesetta). Ubicazione: Campora. Interdetta nel 1602 (M, pag. 314) 11- S. Cristoforo. Ubicazione: San Lazzaro. E 1682 (M, pag. 287) 12- S. Croce. Ubicazione: Pianillo, Li Galli. S 1347 (A, pag. 68; M. pag. 339) 13- S. Gennaro (edicola). Ubicazione: San Lazzaro. E Medioevo ? (A, pag 69) 14- S. Giovanni (Battista) de Campulo. Ubicazione: Campora. S 1416 (G, pag 503) 15- S. Lazzaro. Ubicazione: San Lazzaro (a Radicosa o ove sorge S. Maria Annunziata? M, pag. 285; A, pag. 69). S 1338 (G, pag 528) 16- S. Lorenzo. Ubicazione: Bomerano. S 1319 (G, pag 519) 17- S. Lucia (cappella). Ubicazione: San Lazzaro, Radicosa. E incerta (A, pag. 69) 18- S. Marciano. Ubicazione: San Lazzaro. S 1386 (M, pag. 289), interdetta nel 1588 (C, pag. 628) 19- S. Marco. Ubicazione: Pianillo. S 1347 (G, pag 510; C, pag.627). 20- S. Maria Annunziata (parrocchiale). Ubicazione: San Lazzaro. S 1484 (G, pag 498) 21- S. Maria de Balba. (attuale chiesa della Madonna di Loreto?) Ubicazione: incerta. S 1398 (G, pag 498) 22- S. Maria de Galli (probabile antica denominazione della chiesa della Madonna di Loreto). Ubicazione: Bomerano, Li Galli. E XIII-XIV secolo? 23- S. Maria de Mano (attuale S. M. a Miano). Ubicazione: San Lazzaro. S 1327 (G, pag 498) 24- S. Maria de Planillo (attuale S.M. La Manna?). Ubicazione: PIanillo-Santa Maria. S 13
Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in Storia locale. Contrassegna il permalink.

4 risposte a IL PALAZZO DEL GENERALE AVITABILE A CASTELLAMMARE DI STABIA

  1. Gennaro ha detto:

    Prova a contattare Maurizio, il webmaster del sito http://www.liberoricercatore.it/ lui di Castellammare sa tutto :)Saluti

  2. Giorgio ha detto:

    ho abitato per diversi anni, nel dopoguerra, in un appartamento del palazzo Avitabile a Castellammare di Stabia e mi farebbe molto piacere poter prendere visione dell’incisione di cui parli. Grazie

    • aldocinque ha detto:

      caro Giorgio, se hai ancora conoscenze a Castellammare e la frequenti ancora forse potresti aiutarmi a scoprire quali altre proprietà immobiliari il generale avesse comprato a Castellammare. Fammi sapere. circa l’incisione in questo momento non posso dirti da quale collezione privata provenga perchè il libro da cui la scannerizzai è attualmente in prestito a un amico. farotti sapere.

      • Giorgio ha detto:

        Caro Aldo, purtroppo non ti posso aiutare: manco da Castellammare da circa 30 anni. Posso indicarti il nominativo dell’Avvocato Giuseppe d’Angelo, profondo conoscitore della storia di Castellammare, a cui puoi rivolgerti. Cari saluti. Giorgio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...