AGEROLA NEL ‘700

Riporto quanto scrive di Agerola Lorenzo Giustiniani nel suo famoso Dizionario Geografico Ragionato del Regni di Napoli (Parigi 1787), aggiungendovi poche note esplicative e di commento.

AGEROLA o Ayerola, citta Regia[1] in Principato Citra[2], in diocesi di Amalfi, dalla quale ne dista miglia due[3], e 15 da Salerno.

Ella è situata su di una montagna in luogo piano, la cui strada, per salirvi reca molto incomodo. Ivi 1′ aria è salubre, ma il freddo vi si fa. sentir daddovero.

Non molto lungi è il monte Lattario col castello detto di Pino, che custodisce tutta la costa di Amatfi[4]. Si vuole che in questo Narsete avesse ottenuta la vittoria contro i Goti, con aver ucciso il di loro Re chiamato Reta.

Nel suo territorio vi .sono delle buone acque. Ha delle selve, che danno saporite castagne, e produce eccellenti frutti. Non vi manca della caccia e specialmente, nella propria stagione, abbondano i beccafichi.

I suoi abitanti ascendenti al numero di 2960, vivono colle rendite che danno le suddette selve e con l’industria della seta. Molti escono pure dalla lor patria e si portano in diversi luoghi del Regno a trarre la seta. I suoi fuochi[5] nel 1667 furono numerati per 296.

Questa città è compartita in 6 casali, o sieno villaggi detti: Bomerano, Campora, Nocella[6], Pianillo, Ponte, Sanlazzaro.

Riguardo ai di lei possessori[7], vedi (la voce; n.d.r.) Amalfi.


[1] Cioè appartenente al demanio regio, non data in feudo ad alcuno

[2] Una delle regioni in cui si divideva il Regno; corrispondente  grossomodo all’attuale provincia di Salerno.

[3] Non meravigli se stima così breve la distanza Agerola-Amalfi: all’epoca vi si andava per mulattiere e gradonate (oggi riservate all’escursionismo e al trekking) per cui non si facevano i lunghi giri che fa la strada asfaltata (12 km circa da Bomerano al centro di Amalfi) inaugurata solo nel 1938.

[4] Costruito nel X secolo dal Doge Mastalo I, il castello di Pino (di cui oggi sopravvive solo qualche brandello delle mura perimetrali e del maschio, nonchè la recentemente restaurata Chiesa, sorge in posizione strategica elevata che controllava tutta la vallata del Rio di Gragnano e, quindi, la principale via di accesso da nord alle terre dello Stato di Amalfi (qui passava anche la medievale Via Stabiana, da Amalfi a Stabia). Da come ne parla il Giustiniani, sembra che alla sua epoca il castello fosse ancora efficiente.

[5] Ossia nuclei familiari

[6] Come è noto, Nocella è ora una frazione di Positano, e tale mi sembra che sia stata nei secoli anteriori al ‘700. In tale secvolo –e il Giustiniani non ha breso un abbaglio- era accorpata, invece, con Agerola; forse per via del fatto che era meno faticosa la mulattiera (quasi in piano) da Nocella a Bomerano che la lunga gradonata Nocella-Positano.

[7] Ossia feudatari di Agerola nei secoli in cui  non fu città Regia dopo la caduta dello Stato di Amalfi. Il rimando alla voce “Amalfi” sottintende che il feudo agerolese fu accorpato a quello amalfitano. Al proposito si vedano la storia di Amalfi di Matteo Camera e le storie di Agerola delineate da Aniello Apuzzo e Angelo Mascolo.

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