Riapre la chiesa di S. Anna dei Lombardi a Napoli

CAPPELLA PICCOLOMINI IN SANT’ANNA DEI LOMBARDI

 

MAUSOLEO DI MARIA D’ARAGONA, MOGLIE DI ANTONIO PICCOLOMINI, DUCA DI AMALFI DAL 1461 AL 1493

 

Tra i monumenti di Napoli che gli agerolesi dovrebbero visitare vi è la chiesa di S. Anna dei Lombardi a Monteoliveto. Io ebbi modo di visitarlo diverse volte mentre ero studente universitario e nei primi anni di lavoro presso la Federico II. Poi è suguito un ventennio circa in cui la chiesa è stata chiusa al pubblico. Ogni tanto, trovandomi in zona, ci passavo davanti speranzoso di trovarla aperta; cosa che non mi è mai capitata. Ci ho provato ancora pochi giorni fa e, con grande gioia, ho scoperto che S. Anna è di nuovo fruibile dai turisti. Sotto l’ampio arco del pronao ci sono addirittura cartelli bilingue che segnalano i “pezzi forti” del ricco patrimonio artistico che l’edificio conserva (gli affreschi del Vasari e le stupende sculture in terracotta del Compianto del Cristo morto di Guido Mazzoni). L’articolato interno include anche alcuni spazi dell’annesso convento dei Capuccini Monteolivetani (in gran parte occupato dalla caserma Pastrengo della Polizia) il tutto perfettamente restaurato, ben illuminato  e dotato di cartelli esplicativi.

Non sto qui ad enumerare le tantissime opere d’arte presenti nel complesso monumentale. Dico solo che è un vero e proprio museo di architettura, scultura, pittura e tarsia lignea che copre dal XV al XVIII secolo. Bisogna assolutamente che andiate a visitarla!

Venendo ai motivi di interesse per gli agerolesi segnalo:

Nella terza cappella di destra (Cappella Nauclerio, o di S. Antonio), tra importanti opere  d’arte cinque e seicentesche (di Nicola Malinconico, Girolamo Santacroce, Annibale Caccavello e altri) vi è il monumento sepolcrale di Giovanni Nauclerio con stemma e bassorilievi, datato 1524 e attribuito da alcuni al grande scultore Tommaso Malvito. Sulla parte sinistra vi è poi il sepolcro di Tommaso Nauclerio (1558)  e sul pavimento è incisa l’epigrafe VETESTUM GENTIS NAUCLERIAE SEPULCRUM A GERMANIS FRATIBUS JOANNE BAPTISTA ET MUCIO ALONSII TURRIS PALERIAE BARONIS FILIIS ANN MDCCXXXI INSTAURATUM. ALONSIUS NAUCLERIUS MUCH FILIUS ALONSII NEPOS NOVO ELEGANTIORE OPERE ORNANDUM CURAVIT ANN MDCCLXXX.

Credo che la visita di questa cappella sarà particolarmente interessante per i moderni Naclerio di Agerola. Quelli delle casate Scala e de Rosa apprezzeranno, invece, le lapidi tombali con stemmi di famiglia che vi hanno, rispettivamente, nella quarta cappella di destra e nella navata.

Alla luce della nostra appartenenza all’antica repubblica amalfitana, direi, infine, di porre attenzione alla bellissima Cappella Piccolomini(appena entrati, a sinistra) impostata a fine ‘400 in stile toscano. In essa troviamo varie tombe della famiglia senese dei Piccolomini (che a lungo tennero in feudo le terre della Costiera) tra le quali vi è quella di Maria d’Aragona, figlia di Ferrante I e duchessa di Amalfi dopo aver sposato Antonio Piccolomini, figlio di Pio II.

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