Anche d’Annunzio villeggiò ad Agerola; e il Tasso ….

Il dottor Francesco Cuomo, mio caro amico e fedele lettore di questo blog, ha ritrovato queste due interessanti testimonianze su passati “ospiti illustri” di Agerola.

La prima si riferisce al sommo vate Gabriele D’Annunzio  ed è una lettera che si trova pubblicata nel volume D’Annunzio a Napoli (Volume 54 di Critica e letteratura) curato da A. R. Pupino  e stampato da Liguori nel 2005.

Ecco la pagina con quella lettera del poeta alla sua amica Madame de  Makeen nella quale agli accenna (senza, purtroppo, darcene dettagli) di una sua villeggiatura ad Agerola

 

 

 

 

 

La seconda segnalazione non riguarda affatto una villeggiatura o visita di piacere, ma racconta –invece- di un soggiorno “di rifugio” ad Agerola in tempi molto tristi. La notizia proviene da un libro del famoso storico Bartolomeo Capasso (autore, tra l’altro, della fondamentale opera “Napoli greco-romana”), ovvero dal volume “Il Tasso e la sua famiglia a Sorrento”, uscito nel 1866. In esso sono riportate le prove documentali che, quando Sorrento e Massalubrense subirono il devastante assalto dei Turchi del 13 giugno 1558 (con diverse migliaia di persone catturate e deportate come schiavi), la sorella del celebre poeta Torquato Tasso, Cornelia, insieme al marito Marzio Sersale riuscirono a scappare fortunosamente da Sorrento e rifugiarsi ad Agerola (probabilmente passando per le frazioni alte di Vico Equense e poi, prendendo la mulattiera che da S. Maria del Castello porta a Paipo e, quindi, a Bomerano.

Per l’atta quota a cui sorge e per le scarpate naturali che la difendono, Agerola fu spesso scelta dagli abitanti dei vicini centri costieri, come luogo in cui rifugiarsi durante gli attacchi “saraceni”. Ma per lo specifico episodio in questione, vista la distanza non piccola da Sorrento, ci piace pensare che la scelta fu motivata anche da una amicizia tra i Tasso ed una famiglia agerolese in grado di assicurare ospitalità a Cornelia ed al marito. Ipotesi che ci lascia immaginare che anche il celebre autore de La Gerusalemme liberata (fuori Sorrento all’epoca del citato attacco turco) sia stato qualche volta ad Agerola, per ispirarsi all’ombra dei suoi castagneti o da uno dei suoi superbi punti panoramici.

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