Antiche famiglie agerolesi: i Sarriano (o de Sarriano)

Alcune notizie su questa antica famiglia agerolese si trovano anche nel volume di Carlo Padiglione “Memorie storiche artistiche di S. Maria delle Grazie Maggiore a Capo Napoli con cenni biografici di alcuni illustri che vi furono sepolti”(Napoli  1855).

In particolare, le fornisce il capitolo dedicato alla Cappella della quale i Sarriano, Duchi di Casalduni e Ponte (oggi in provincia di Benevento)  avevano il patronato fin dal Cinquecento, quando l’acquistò Pietro Sarriano, famoso giureconsulto e discendente del sopra citato Bernardo. Un discendente ottocentesco che fu anche buon amico del Padiglione, fu  Carlo Sarriano, figlio del Duca Salvatore Sarriano e di Maria Raffaella Caracciolo dei Duchi di Rodi.

Lo stemma nobiliare della famiglia viene così descritto:

UNO SCUDO DIVISO ORIZZONTALMENTE DA UNA FASCIA DIETRO LA QUALE STA NEL CAMPO SUPERIORE, USCENTE PER METÀ, UN LEONE CHE, TENENDO L’UNA ZAMPA FERMA SULLA FASCIA, E L’ALTRA SOSPESA IN ALTO. NEL CAMPO INFERIORE SON TRE STELLE POSTE ORIZZONTALMENTE.

La cappella ha un altare di marmi policromi realizzato nel 1768 dal celebre scultore Giuseppe Sammartino (autore, tra l’altro, del bellissimo Cristo velato della Cappella Sansevero). Nella cupoletta della cappella vi sono affreschi di Nicola Vaccaro datati al 1684 e illustranti scene della vita della Vergine. Nel pavimento vi sono due lapidi, la prima delle quali è la sepoltura di Pietro Sarriano, nativo di Agerola. Di lui il Padiglione scrive: “appena terminati gli studii elementari nel paese nativo, venne in Napoli, e qui, datosi allo studio delle leggi, vi riuscì peritissimo. Salito in fama, si ebbe la cittadinanza napolilana; per lo che fu due volte nominato Eletto del Popolo, nel dicembre 1537 , e nel giugno 1539. Fu pure giudice della Gran Corte della Vicaria e Consigliere del Sacro Regio Consiglio di S. Chiara e morì nel 1556.

La seconda lapide fu posta nel 1715, quando il pavimento fu rifatto da Domenico Sarriano e dalla moglie Teresa d’Afflitto, nobile Napoletana della nota famiglia patrizia di Scala. Domenico era figlio di Luisa de Leyva, figlia di Beatrìce Carafa e Giovanni de Leyva, Regio Consigliere del Collaterale e quartogenito di Luigi secondo Principe di Ascoli, Cavaliere di Santiago e Capitano di genti d’armi nello stato milanese.

 La chiesa di S. Maria delle Grazie a Caponapoli (parte apicale del Pendino, ov’era l’acropoli della Neapoli greco-romana) si trova al Largo Madonna delle Grazie. Essa fu fondata nel 1412, ma ricostruita nel 1516-35 e rimaneggiata nel primo ‘700. La cappella con le citate lapidi dei Sarriano è 5ª destra. Ma non fate come ho fatto io stamane, che sono sceso apposta a Napoli perché speravo di poterla visitare durante la prima passeggiata di “NomiCoseCittà” (peraltro interessantissima!): quell’importante monumento, così ricco di opere d’arte dal’500 al ‘700 è chiuso ed inaccessibile dal terremoto del 1980!

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