100 km di visibilità!

Agerola, si sa, è nota anche per gli spettacolari panorami che da qui si godono,non solo sulla sottostante “Costiera” amalfitane (alias, e molto meglio, Costa d’Amalfi), ma anche sull’intero Golfo di Salerno e sulle terre che l’abbracciano: dalle colline della periferie sud di Salerno (a Est Nord Est) alle rupi meridionali e i Faraglioni di Capri (ad Ovest Sud Ovest)).

Tra questi due estremi, si possono osservare nell’ordine (girando lo sguardo da Est verso Ovest): la Piana di Paestum con alle spalle i dentellati Monti Picentini e il tabulare massiccio dei M. Alburni; poi, quasi fuso con quest’ultimo, l’allineamento di monti che da Capaccio vanno giù giù fino a Rofrano (M. Soprano, M. Vesole e M. Cervati, con quote comprese tra i 1082 m del primo ed i quasi 1900 dell’ultimo; massima cima della Campania), facenti da sfondo alla costa e le case di Agropoli. Segue ancora la zona a dolci colline della penisola cilentana, verso il cui termine occidentale vediamo innalzarsi, come una cuspide a dolce “V “ capovolta, il M. della Stella (1131 m), alla cui base è la storica Castellabate e la sua bella costa. Il fianco ovest del M. della Stella scende verso la sella di S. Marco (a soli 30 m s.l.m.), risale a 326 metri sul piccolo M. Licosa e, infine, piomba sul Tirreno con il piatto promontorio di Punta Licosa.

 

Questo è quanto si nota nelle giornate con buona visibilità. Ma quando l’aria è davvero tersa (il che accade –purtroppo- solo pochi giorni l’anno), l’occhio esperto può notare all’orizzonte un rilievo cilentano che di solito non si vede. Si tratta del Monte Bulgheria, una montagna calcarea che incombe nientedimeno che su Scario (Golfo di Policastro); circa 100 km in linea d’aria da Agerola!

Del Monte Bulgheria (che è alto 1225 m) si vede emergere solo la cima, dato che il resto è coperto dalle colline del Cilento centro-settentrionale. La si vede circa a metà strada tra la cima del M. della Stella (a destra) ed il gruppo del M.Vesole-M. Cervati (a sinistra). Ma la si distingue anche per la forma: una cima quasi piatta, un versante ovest che scende a media pendenza ed un versante est (alla cui base è il paese di Celle di Bulgheria; non visibile perché a soli 230 m di quota) che, invece, è molto scarpato  (vedi foto).

 

Per chiudere, voglio ripetere che un panorama così ampio e bello meriterebbe di essere valorizzato ponendo sui belvedere più frequentati (Punta Miramare di San Lazzaro e Punta Tuoro o Punta Corona di Bomerano) dei pannelli durevoli con disegnato il profilo del paesaggio da lì osservabile e con sovrapposti i nomi dei paesi, dei monti e dei promontori che lo compongono. Non costerebbe poi tanto e sono certo che i turisti li apprezzerebbero moltissimo. Per non dire che offrirebbero a tutti (scolaresche e non solo) di imparare un poco di geografia.

 

 

 

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