Qualche notizia storica sul cognome Mascolo

Torno al mio sporadico interessarmi dei cognomi tipici agerolesi (sempre in chiave storica) per dare qualche notizia preliminare sul cognome Mascolo.

 

E’ uno dei più diffusi ad Agerola e la sua distribuzione in Italia vede al primo posto la Campania, al secondo la Puglia (esattamente la Provincia di Bari), al terzo la Lombardia (Provincia di Milano) e al quato il Lazio (Provincia di Roma).

La primazia numerica della Campania fa pensare che questa regione sia l’antica patria del cognome. D’altra parte mascolo è la forma napoletana dell’italiano “maschio”. La  relativa abbondanza che il cognome registra oggi intorno Milano e Roma si può invece ascrivere a immigrazioni avvenute dal periodo post-unitario a oggi. Spiegazione, quest’ultima, che non può valere anche per l’abbondanza dei Mascolo nella provincia barese; per essa si deve invece pensare o a casuale omonimia di un antico ceppo pugliese (che avrebbe anch’esso alimentato le “colonie” lombarda e laziale), o –se vi è legame di discendenza dal ceppo campano- ad una emigrazione di diversi secoli fa. Al proposito, ricordo che fin dal Medioevo, nei campi del grano, dell’olio e della lana,  vi sono stati scambi commerciali e trasferimenti di mercanti tra la Puglia e Napoli; traffici che spesso coinvolgevano gli intraprendenti mercanti-navigatori dell’area amalfitana. Dal che derivò anche, quando il Ducato d’Amalfi perse l’indipendenza e andò progressivamente in crisi, la scelta di emigrare in Puglia che molte famiglie fecero.

 

Passando a vedere più in dettaglio la distribuzione dei Mascolo in Campania, vediamo che essi si concentrano nella Provincia di Napoli e che i Comuni ove si registrano le maggiori abbondanze sono, nell’ordine: Napoli, Gragnano, Agerola, S. Antonio Abate e Castellamare di Stabia. Se dai valori assoluti si passa alle frequenze percentuali (numero di famiglie Mascolo rispetto al totale degli abitanti), allora Agerola passa al primo posto in Provincia, seguita da S. Antonio Abate e Gragnano.

 

Se, come spesso capita, i luoghi dove vi è oggi la maggior frequenza di un cognome sono anche quelli in cui il cognome stesso nacque (o ebbe la sua decisiva esplosione demografica), possiamo dar credito all’ipotesi che il cognome Mascolo naque nella zona che fu la porzione nord-occidentale del Ducato d’Amalfi (il “territorio stabiano” dei documenti amalfitani di IX-XI secolo; esteso da Gragnano a Lettere in senso Ovest-Est, e dal Sarno fino al Castrum di Pino in senso Nord-Sud).

E proprio al borgo fortificato (Castrum) di Pino afferisce la più antica segnalazione del cognome di cui sono per ora a conoscenza. Si tratta di un documento del Duecento che si trova nei Registri della Cancelleria Angioina di Napoli e che trovo citato da D. Camardo e M. Esposito a pagina 43 del loro bel volume “Le frontiere di Amalfi”, (CCSA Amalfi,  Ed. Eidos 1995). Da esso si apprende che tra le famiglie facoltose che –nel 1269- afferivano al  Castrum di Pino vi era anche quella dei Mascolo.

 

Il Castrum di Pino era sorto nel X secolo per vigilare sulla valle che sale da Gragnano verso Agerola, la quale poteva essere una facile via di invasione del Ducato per un esercito che attaccasse da Nord, via terra. Nel trado DuecentoPer la sua strategica posizione, esso fu restaurato e tenuto in funzione anche dopo la perdita di indipendenza del Ducato, ma si spopolò gradualmente e decadde tra il tardo periodo angioino e quello aragonese.  Del castrum rimane oggi in piedi solo la bella chiesa di S.Maria (recentemente restaurata) mentre pochissimo rimane della sua cinta muraria con torri. Circa il numero degli “abitanti”, due censimenti del tardo Duecento ci dicono che Pino e Pimonte (che costituivano un’unica unità amministrativa) contavano insieme 120 fuochi (ossia nuclei familiari). Non so quante di queste famiglie potessero afferire al castrum di Pino; ma quasi certamente non erano solo quelle che avevano una casa dentro il poco spazio racchiuso dalle mura. Altri dovevano vivere in fattorie dei dintorni e si rifugiavano nel borgo fortificato solo in caso di guerra.

 

Probabilmente i Mascolo, come tutte le altre famiglie del borgo, lasciarono Pino durante la sua decadenza (sec. XIV-XV) per spostarsi nei centri abitati vicini (Agerola, Gragnano, etc) oppure a Napoli e, chissà, forse anche in Puglia.

Circa la presenza a napoli, voglio segnalare che un certo Scipio Masculus figura tra i testimoni che firmano un atto rogato a Napoli il 26 giugno 1606. Egli è detto “di Napoli” ma era probabilmente originario delle nostre parti, visto che l’atto riguardava un certo Maurizio Apicella di Minori e l’altro testimone portava ugualmente un cognome anticamente diffuso ad Agerola e Amalfi: de Cunto (da cui forse gli odieni Acunto)

 

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