il sorrentino scerettì e l’agerolese spritto

In questo blog, la Categoria “Voci del nostro dialetto”  è normalmente dedicata a vocaboli ed espressioni agerolesi. Se stavolta, invece, prendo in esame il verbo sorrentino scerettì (talora sciarettì) è sia per la vicinanza geografica e culturale, sia per gli spunti che da detto  verbo si possono trarre per l’etimologia dell’aggettivo agerolese spritto.

 

 

Circa un mese fa sono stato ospite a cena dell’amico Carlo Pepe, eccellente addetto culturale del Comune di Piano di Sorrento che, in quella occasione, mi ha segnalato che a Sorrento e dintorni  si usa “da sempre”  l’espressione Scerettì e panne, per dire ”rendere perfettamente secco il bucato appena fatto”. L’operazione si rendeva necessaria nelle giornate umide, quando l’asciugatura del bucato all’aria non riusciva perfetta, per cui si passava a “scerettire” il bucato esponendolo al calore di un braciere domestico (vrasera), steso sul parapanne: una intelaiatura a cupola, fatta di stecche e fascette di castagno, di cui abbiamo un esemplare nel Museo Civico di Agerola.

 

Dunque, il verbo sorrentino scerettì (foneticamente scərəttì) significa “asciugare perfettamente, seccare, inaridire”. Sebbene mi manchino le competenze linguistiche per indicarne con certezza l’origine, mi sembra di cogliervi un legame non tanto con i verbi siccare, exsiccare o exsucare (dal latino antico i primi due; latino tardo il terzo, che ha dato il moderno “asciugare”,), quanto con arefacēre e exarescēre (“jnaridire” e “inaridirsi”).

Interpretando lo Sc- iniziale come il solito esito napoletano dell’originario Ex-, la doppia t come evoluzione di un originario ct (come fritto da frictus) e il finale accentato come forma tronca di –ttire, ipotizzo che scerettì / sciarettì (= scerettire/sciarettire) sia nato -probabilmente nell’alto Medioevo- come reinvenzione di un verbo a partire dall’aggettivo  exarectum  o, per meglio dire, da ciò che esso era intanto diventato in volgare (sceretto?). Un’operazione che immagino avvenuta in un ceto e in una fase in cui era già stato  dimenticato il verbo da cui era nato l’aggettivo.participio da cui ora si ripartiva (1).

Nella mia ipotesi, exarectum  avrebbe dato sceretto e/o sciaretto (“inaridito, ben secco”),  da cui poi il verbo sorrentino scerettì / sciarettì (forme tronche di scerettire / sciarettire) per dire “rendere arido, asciugare perfettamente”).

Dal neo-verbo in questione fu poi derivato il relativo (neo) participio-aggettivo : scerettuto, che è oggi in uso nel sorrentino per dire “inaridito, ben secco, perfettamente asciugato”). Ma io sospetto che in antico lo si esprimesse con sceritto, più direttamente connesso a exaractum.

A questo punto vengo all’agerolese spritto. Diffuso ( anche in altri luoghi dell’ex Ducato di Amalfi), esso significa “ben secco, perfettamente arido” e lo si usa particolarmente in riferimento al tradizionale pane biscottato (vascuotto), il quale viene detto spritto (“Stu vascuotto è bellu spritto) se, appunto, è riuscita alla perfezione la fase di seconda informata; quella che rende anidre e dure le fette di pane. Ma lo si dirà anche di biscotti non troppo vecchi e ben conservati che non hanno riassorbito umidità dall’aria. Da questo uso del termine deriva anche il convincimento che spritto significhi anche (o solo) “croccante, friabile”. Ma sono portato a credere che questo secondo significato non sia quello etimologico, ma che si sia aggiunto nel tempo per via del fatto che un biscotto ben secco è anche più friabile di uno ancora (o di nuovo) leggermente umido.

L’aggettico “agerolese” spritto (con l’iniziale che suona come lo sc di sciocco e la finale muta), avendo lo stesso significato del sorrentino scerettuto e una discreta assonanza col suo probabile antenato (sceritto), potrebbe derivare anch’esso dal latuino tardo exaractum.

 

NOTA

1 –Forse l’oblio del verbo exarescēre fu facilitato da un finale prevalere dei quasi equivalenti exsiccare e exsucare (odierni essiccare e asciugare).

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Una risposta a il sorrentino scerettì e l’agerolese spritto

  1. Aldo cundari ha detto:

    Rara perla nel nostro tesoro regionale! Grazie caro Aldo.

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