Le chiese di Agerola nel 1572. Anticipazioni su una fonte inedita che meriterebbe una Tesi di laurea.

Per ricostruire la storia degli edifici religiosi di qualsiasi luogo, una  fonte documentale di enorme  valore sono le relazioni che stendevano i vescovi a seguito delle loro periodiche visite pastorali alle varie parrocchie delle loro rispettive diocesi; una consuetudine nata nel XVI secolo che ha lasciato dei precisi inventari degli edifici sacri, degli arredi sacri , delle proprietà fondiarie degli enti ecclesiatici locali e dei patronati che talune famiglie avevano su altari, cappelle ed altro.

Nel nostro caso, la relazione più antica che si conserva presso l’Archivio Arcivescovile di Amalfi è quella relativa alla Visita di Monsignor  Carlo Montilio nell’anno 1572.  Recentemente il prof. Giuseppe d’Amato –che qui ringrazio nuovamente- mi ha aiutato ad individuare in detto Archivio il volume nel quale si trova quella parte della relazione di Mons. Montilio che riguarda Agerola; parte che poi  gli amici  Antonio Acampora e Antonio Avitabile hanno fotografato pagina per pagina.

Si tratta ora di decifrarle e tradurle in italiano (cosa non da tutti, per via del latino e della grafia antica) per poi eventualmente pubblicare il tutto con le opportune note di commento. In relazione a ciò lancio qui un appello (che prego i lettori di far circolare tra amici e conoscenti) affinchè si faccia avanti qualche laureando o dottorando che voglia fare incentrare la sua  Tesi su tale argomento e fonte antica.; cosa che –tra l’altro- gli permetterebbe anche di concorrere al neo istituito Premio “ Studiare Agerola” (vedasi bando sul sito del Comune).

Intanto voglio dare una sia pur vaga idea del contenuto della citata relazione pubblicando la trascrizione di un breve sunto (brevissimo, rispetto alle molte decine di pagine dell’originale!) che fu scritto da un parroco di Campora intorno alla metà dell’Ottocento e che il priore Antonio Acampora ha ritrovato tra le carte antiche che si conservano in S. Maria delle Grazie. Data l’afferenza dell’estensore, il sunto risulta un po’ più dettagliato per le chiese  di Campora (pe le quali aggiunge preziose informazioni su variazioni intervenute tra il 1580 e il 1828), mentre  diventa davvero stringatissimo trattando di altri casali e parrocchie di Agerola

Nel riportarne qua sotto il testo integrale, si precisa che i puntinati stanno per parole divenute illegibili col tempo,mentre in corsivo si riportano quelle decifrate in modo incerto.:

Notizie che riguardano lo stato antico della Parrocchia S. Martino di questo casale di Campora di Agerola, come beni di altre chiese e cappelle del territorio parrocchiale medesimo e di altri casali.

–        Il 21 agosto 1572 l’arcivescovo di Amalfi D. Carlo Montilio visitò la chiesa di Tutti i santi, dove si conservavano i Sacramenti per la devastazione della Parrocchia S. Matteo.

–        Nello stesso giorno visitò la chiesa di S. Matteo, e nell’altare maggiore vi era il quadro dell’immagine di M. S. S., di Matteo e S. Sebastiano.

–        Visitò la chiesa di S. Lazaro e per averci trovato nell’altare maggiore le reliquie dei Santi, giudicò che fosse presto consacrata e parimenti degli altari in quella eretti.

–        Nel giorno 22 di detto mese visita la chiesa di S. Maria di Loreto di Bomerano della famiglia Avitabile.

–        Visitò la chiesa di S. Maria delli Galli e per averla trovata senza tetto e priva di altro necessario, comandò di … e l’altare fosse stato eretto nella chiesa di S. Matteo.

–        Visitò la chiesa di S. Vito martire che era censita con l’abbadia di S. Maria di Positano e perchè era bastantemente variata ordinò ai Procuratori dell’Abbadia di rifarla.

–        Visitò la chiesa di S. Croce e similmente la trovò senza tetto e del tutto maltenuta, ordinò che detto altare si erigesse nella chiesa  circondaria.

–        Visitò la chiesa dell’Avvocata di Bomerano: a detta chiesa si incorporo S. Maria delli Galli e S. Angelo ad Apes.

–        Visitò la chiesa di San Marco di Pianillo.

–        Visitò la chiesa di S. Nicola del Ponte.

–        Visitò la chiesa di S. Pietro.

–        Visitò la congregazione del S. S. Sacramento che è alla sinistra dell’altare maggiore.

–        Visitò la chiesa di S. Maria di Pianillo. La cappella di S. Nicola, la cappella di S. Maria delle Grazie e la cappella di S. Giuliano tutte erette in parrocchia S. Maria la Manna.

–        Il 26 Agosto visitò la chiesa di S. Giovanni Battista di Campora, dove oltre l’altare maggiore vi erano sei altri altari. Vi trovò ancora nell’entrata un Fonte, che dimostrava essere stato un fonte Battesimale ed avendo domandato agli astanti, gli risposero che era Parr, e per la scarsezza di Figliani era stata aggregata alla parrocchia di S. Martino.

–        Visitò la chiesa congregazione di S. Maria di Loreto di Campora.

–        Visitò la Parrocchia di S. Martino di Campora dove oltre l’altare maggiore vi erano l’altare di S. Michele e un altro di S. Caterina ed una cappella di S. Cristoforo.

–        Visitò la chiesa di S. Trofimena dove oltre l’altare maggiore vi erano altri altari ed il fonte battesimale che dimostrava essere anticamente Parrocchia e perchè era diruita e minacciava rovina la sconsacro e detto altare si dovrà erigere nella Parrocchia.

–        Visitò la chiesa di S. Caterina e visitò la chiesa di S. Vincenzo.

–        Visitò la chiesa di S. Maria delle Grazie.

–        Il 28 agosto visitò la chiesa Parrocchia della S. S. Annunziata dove oltre l’altare maggiore            con l’immagine dell’Annunziata vi erano i seguenti altari uno di S. Nicola un altro di S.   Giovanni Battista, un altro di S. Antonio abbate, un altro di S. Cristoforo un altro del S. S.         Crocifisso, un altro della Madonna della Misericordia, un altro altare del Salvatore, un altro      della Concezione, un altro di S. Caterina, un altro del Carmine e la cappella del Presepe.

–        Visitò la chiesa di S. Lazzaro e poichè la trovò scoperta di tetto e le mura piene di rusti (dialettale per rovi, n.d.r.)), ordinò che si rifacesse o che l’altare si erigesse nella chiesa dell’Annunziata.

–        Visitò la chiesa di S. Marciano e perchè era situata in luogo alpestre e incomodo agli uomini, ed essendo diruto la sconsacrò e ordinò che detto altare fosse trasferito nella Parrocchia della S. S. Annunziata.

–        Visitò la chiesa di S. Maria a Miano e la trovò molto rovinata ordinò che si rifacesse.

La Parrocchia di S. Martino si unì con la cappella di S. Maria di Loreto nel 1580 con strumento del notaio Ferdinando de Rosa con la condizione che in avvenire venisse chiamata Parrocchia di S. Maria di Loreto,  documento che  trovasi presentemente presso il notaio D. Michele Bozza di Amalfi.

S. Trofimena fu portata dentro la chiesa di S. Martino nel 1588.

S. Maria di Loreto di Campora fu fondata e dotata da Teodosio Acampora nel 1479.  …luglio per il notar Gabriele Acunto.

Si nota che nel di 24 Marzo 1828 fu spedita lettera di Off. dal sig. Intendente di Salerno Presidente del Consiglio Generale degli Ospizi con la quale viene prescritto a questa Commissione amministrativa dai pubblici stabilimenti di Agerola che si _ _ _ ” (frase lasciata  monca dall’estensore del manoscritto, n.d.r.).

Come si vede, già da questo sunto ottocentesco si ricavano molte notizie storiche; figurarsi quante di più dalla relazione Montilio per esteso!

Ripromettendomi di dedicare presto un articolo di commenti e note a quanto qui semplicemente riportato, chiudo –per ora-  facendo notare come nel 1572 vi fossero ad Agerola ben 25 tra chiese e chiesette, anche se diverse tra esse tanto mal ridotte da indurre l’arcivescovo a sconsacrarle o –come per quella di S. Lazzaro-  a imporre o la riparazione dell’edificio o il trasferimento del culto nella vicina parrocchiale della SS. Annunziata.

La frequenza dei casi di chiese trovate scoperchiate  e/o cadenti potrebbe ascriversi ad un periodo di forte crisi economica, ma non va dimenticato che pochi anni prima della visita di Mons. Montilio Agerola era stata scossa dal pesante sisma regionale del l’estate  1561, uno tra i più forti terremoti storici dell’Appennino campano-lucano che da noi riuscì anche a fratturare le cisterne interrate che vi erano presso quasi tutte le case e per la cui pronta riparazione (onde poterle riempire con le piogge dell’autummo a seguire) si chiesero anche contributi.

Devo infine informare i lettori che le notizie contenute nella relazione Montilio impongono alcune correzioni al mio vecchio articolo (su questo blog) dedicato agli antichi edifici sacri di Agerola. Ad esempio: viene a cadere la mia passta ipotesi che S. Aria delli Galli fosse una antica denominazione della chiesa di S. Aria di Loreto di Bomerano alta (qui chiaramente citati come due edifici distinti).

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4 risposte a Le chiese di Agerola nel 1572. Anticipazioni su una fonte inedita che meriterebbe una Tesi di laurea.

  1. rtwwqq@gmail.com ha detto:

    Pregiata come sempre la tua ricerca, caro Aldo! Dubito che ci sia ancora interesse filologicoco nelle nostre Universita’…

  2. Pasquale Gentile ha detto:

    Nella chiesa di S. Martino c’è ancora traccia del culto a S. Trofimena?

  3. Pingback: Nel Medioevo Agerola aveva anche una chiesa dedicata a San Bernardo | da Jerula ad Agerola

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