L’aggettivo aunniato/a

pera_pennataGiorni fa ho raccolto i primi frutti –gli altri essendo ancora acerbi-  dal vetusto albero di pera Pennata  che ho nell’orto di casa. Ero appena sceso dalla scala col cesto pieno di pere quando è venuto a trovarmi il caro Antonio Acampora (quello del Ritrovo delle volpi, per intenderci). Ovviamente, insieme al saluto, gli ho porto uno dei frutti che avevo nel cesto. Lui l’ha guardato un attimo e poi, con la franchezza che è naturale tra vecchi amici, mi ha detto: “Ma fammene scegliere una più ….(pausa di sottolineatura) aunniata!” .

“Come hai detto? Che significa?” gli faccio io mentre lui ha già afferrato un frutto coi requisiti che aveva in mente.

“Come, non conosci questo termine del nostro dialetto? Più aunniato vuol dire più maturo, che ha preso colore….” Mi ha risposto Antonio mentre esibiva quasi in trono su tre dita la bella pera che aveva scelto: più cresciuta e meno verde di quella che, troppo distrattamente, gli avevo offerto io.

Dopo qualche rapido e vano tentativo di “sgamare” l’origine di quel termine, siamo passati a parlare d’altro, ma ho promesso ad Antonio e a me stesso che avrei meglio indagato il senso e l’etimologia di aunniato.

 

Ripensandoci ieri sera, mi è tornato in mente che a Pompei (dove sono nato da genitori agerolesi e dove ho vissuto a lungo) vi è la località Sant’Abbondio e che in dialetto essa viene detta nientemeno Sant’Auùo (con “o” finale sorda); un chiaro esempio di come il passaggio dal latino al volgare napoletano abbia spesso comportato la soppressione di consonanti, sia intervocaliche (come le due “b” di “Abbondio” che no (come “nd” che perde la “d” sia nel medesimo esempio pompeiano che nel caso di “mandare” > mannà e tanti altri ancora).

Si, ma quali consonanti scomparse vanno reimmesse in aunniato per riportarlo a una forma più antica ed esplicita?

Una risposta che giudico attendibile l’ho trovata stamattina, quando ho riparlato del termine in questione prima con due anziani agricoltori e poi con l’agronomo Michele Scala. Tutti mi hanno detto che l’aggettivo lo si può usare per i frutti in genere, ma è più che altro usato per i pomidoro (pummarole aunniate; femminile plurale) per dire che sono in quello stadio che sta tra l’essere ancora acerbi e l’essere pienamente maturi; ossia non più verdi, ma non ancora rossi.

Osservato che in quello stadio i pomidoro sono giallastri e che anche le pere, quando cominciano a maturarsi, virano dal verde verso il giallastro, ne ho concluso che l’aggettivo (participio passato)  aunniato possa farsi derivare da un antico verbo  adblundire,  nascente dal latino volgare blundus (“biondo”) cui si univa il prefisso ad- come nel caso analogo di i adrossire/arrossire

 

Il significato del nostro dialettale aunniato  parrebbe, dunque, quello di “imbiondito, divenuto giallo”, con riferimento a un frutto che è uscito dalla fase acerba in cui il sio colore era verde. 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Voci del nostro dialetto. Contrassegna il permalink.

5 risposte a L’aggettivo aunniato/a

  1. rtwwqq@gmail.com ha detto:

    Aunniato potrebbe significare anche ‘autunnato’, cioe’ maturo. Forse ho tirato troppo la corda vocale, caro Aldo!

  2. aldocinque ha detto:

    Grazie dell’intervento. In effetti, l’ipotesi che hai fatto fu la prima che feci anch’io, ma poi mi è sembrata poco difendibile, sia per le improbabilità dell’evoluzione fonetica che essa implicherebbe, sia in considerazione del fatto che aunniato non si usa per tutti i frutti ma solo per quelli che, maturando passano dal verde al giallo. Un caro saluto, Aldo

  3. enzo sicignano ha detto:

    AUNNIÀ: V. Abbondare, prosperare. Aonnéo, aunniai. Aunniato. Loc.: Puozzi aunnià (Che tu possa prosperare, stare sempre meglio). fonte il dizionario dialettale
    Complimenti per il blog

    • aldocinque ha detto:

      Caro lettore,
      grazie per i complimenti al blog e per questa segnalazione di differente proposta etimologica. Essa mi induce a …riaprire il caso; per cui ti prego di mandarmi il riferimento completo del dizionario dialettale cui hai attinto. Grazie. Aldo Cinque

      • aldocinque ha detto:

        Sebbene Enzo non mi abbia più scritto, torno sull’argomento per aggiungere quanto di nuovo ho maturato, è cioè:
        l’espressione “Puozze aunnia” (dial. nap.) non è un buon augurio, bensì un malaugurio, una maledizione. Ed essa conferma, piuttosto che contraddire la mia interpretazione del verbo aunniare. I
        Inaftti, puozze aunnià per me significa “che tu possa ingiallire”; , dove ingiallire vuol dire diventar giallo di invidia o, peggio, ancora, per una grave malattia al fegato tipo itterizia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...