GRAURINNIA, ‘FIGURINIRINIE E SURICINIGNIA

fichi_d'indiaSollecitato da alcuni lettori, mi soffermo brevemente  su tre termini dialettali in qualche modo imparentati tra di loro: graurinnia, figurinnia e sureceniglia (tutti con vocale finale sorda). Imparentati non solo e non tanto perché tutti e tre riferiti a  specie viventi (due vegetali e una animale), quanto per il fatto che tutti e tre hanno una etimologia che rimanda ad antiche importazioni da oltre oceano.

 

‘O graurinnia è “il mais” (ad Agerola noto anche come granone) e viene dalla corruzione  di “grano d’India”.

‘E  figurinie (originariamente con n doppia) vale, invece, l’italiano “i  fichi d’India”.

‘E cuniglie sureceniglia (o semplicemente ‘e sureceniglie) sono quella sorta di conigli di piccola taglia il cui allevamento in fattoria è ormai quasi scomparso, ma che vedevo spesso praticato ad Agerola ai tempi della mia infanzia.  Letteralmente, in italiano, sarebbero “sorci d’India”, equivalendo “Cavia domestica” (Cavia porcellus) o porcellino d’India.

guinea-pig---tan

 

Sul piano linguistico vanno notati i seguenti fenomeni:

 

a) “Grano” che in graurinnia diventa grao/grau (analogamente a quanto si ha nel portoghese). Nel parlato, poi, lo si sente spesso pronunciare come raurinnia, con una caduta della g iniziale che troviamo (tanto per farne un solo esempio) anche nel passaggio da grandine a rannele.

 

b) La trasformazione della coppia “nd” in una enne doppia (India > Innia), altra cosa molto comune nella lingua napoletana, come dimostrano, tra i tanti possibili, gli esempi mannà invece che “mandare”, Pennola invece che Pendola (toponimo locale) e pennata invece che “pendata” (falda del tetto,  dalla radice pent/pend = pendio).

 

c) Nel caso di surecenignia, che qualcuno dice sureceniglia, la terminazione dell’espressione originaria Surece d’India non solo passò da –ndia a nnia, ma divenne poi –gnia o addirittura –glia; con l’ultimo esito che fa sospettare un incrocio con “coniglio” sulla scia dell’analogia zoologica.

 

Venendo, infine, a ciò che giustifica la presenza di “India” nei tre termini qui considerati, va ricordato semplicemente che trattasi di tre specie biologiche che comparvero in Italia (e in Europa) dopo la scoperta delle Americhe, da dove furono importate ad opera degli Spagnoli.

Come ben sappiamo, Cristoforo Colombo, nel suo “buscar l’oriente per l’occidente”  credette di aver raggiunto non un continente ancora sconosciuto, bensì delle estreme terre indiane, e  “indiane/i” furono per lungo dette tante cose che lì si scoprivano e che da lì si importavano.

E non dimentichiamo che, all’ epoca, il sud Italia (con Napoli capitale) era un vicereame spagnolo, per cui da noi dovettero arrivare presto le novità agricole e zootecniche che regalavano le terre al di là dell’Atlantico.

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Una risposta a GRAURINNIA, ‘FIGURINIRINIE E SURICINIGNIA

  1. rtwwqq@gmail.com ha detto:

    Siamo ancora culturalmente spagnoli, caro Aldo! Almeno a Napoli…

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