Ricordando lo scomparso monastero di S. Teresa in Campora

Antica cartolina raffigurante il Monastero di Santa Teresa ad Agerola

Antica cartolina raffigurante il Monastero di Santa Teresa ad Agerola
per gentile concessione di Francesco Cuomo

Nei pressi del Palazzetto dello Sport sarà inaugurato, per iniziativa della comunità parrocchiale,  un angolo di memoria religiosa e storico-artistica.

Si tratta di un giardinetto  dedicato, con un pannello informativo, completo di antiche foto e disegni, che intende ricordare – ai concittadini come ai turisti –  che in quel luogo sorse e visse per circa due secoli e mezzo un piccolo monastero di clausura, dell’ordine carmelitano e intitolato alla grande mistica spagnola Santa Teresa d’Avila. A breve sul posto sarà collocata anche una scultura della Santa.

 Riporto il testo da me redatto per il citato pannello:

Qui, dove ora è il Palazzetto dello Sport, si trovava un monastero carmelitano dedicato a S. Teresa d’Avila, abbattuto nel 1938 per far posto a una Casa del Fascio, a sua volta demolita nel 1972 per la costruzione dell’attuale struttura sportiva”

Il monastero,  del quale restano conservate in buona parte solo le alte mura che ne cingevano i giardini, era stato eretto nel 1693 per volontà testamentale di don Matteo Brancati che – morendo l’anno prima – aveva lasciato ai figli il suolo per edificarlo e vari altri beni atti a dotare il Monastero di una buona rendita annua.

Matteo era nipote di quel Bartolomeo Brancati di cui alla lapide sepolcrale conservata nella avita cappella di S. Anna. Tra i più cospicui operatori dell’Arte della Seta in Agerola (terza produttrice della Campania nel secolo XVII) , gli antenati di don Matteo avevano avuto un grosso exploit  finanziario con l’abilissimo Andrea Brancati (fratello e socio in affari di Giacomo, padre di Matteo), che si era trasferito a Napoli nel 1646 e in un ventennio riuscì a diventare il più ricco mercante-cambiatore della capitale.

Il monastero di S. Teresa scampò  alle soppressionii dell’800, ma per difficoltà economiche vide comunque ridursi man mano il numero di presenze(17 tra monache e converse nel 1806, 3 monache e 4 converse nel 1917).  Tra il 1917 e il 1938 una parte dell’edificio fu adibito ad asilo infantile.

 

Alcune opere d’arte sacra che si trovavano nello scomparso monastero possono ammirarsi in varie chiese di Agerola: un crocefisso ligneo del ‘300 in  S. Matteo Apostolo (Bomerano), una statua di S. Teresa del ‘700 nella chiesa Madonna di Loreto (Campora) e una tela del ‘700 con S. Teresa ai piedi della Vergine nella chiesa Madonna delle Grazie (Campora).”

 

Per chi volesse approfondire le vicende della citata famiglia Brancati tra fine ‘500 e metà ‘800, ricordo il saggio “I PARENTI AGEROLESI DEL CARDINALE BRANCATI” da me pubblicato lo scorso anno sul numero 43/44 della Rassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitana (pag. da 127 a 184).

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