ON THE ORIGIN OF THE SURNAME CUOMO

The following article in Italian language is a short report about the documents of the Middle Ages mentioning members and properties of the Cuomo family (originally called Como or Comi) in Agerola (province of Naples, S. Italy) and in Naples itself.
This abstract in Englosh is meant to make axcessible to English speaking people at least the main contents of the article that follows. If interested, scholars and descendant of emigrated Cuomo could the decide to have the full article translated, either automatically by Google or –much better- by a friend.
As to main contents of the article, first of all the equivalence of Cuomo and Como (sometimes Comi) is discussed and proved. More exactly, Cuomo is a late distortion of the original Como.I
In the 15th century a member of the Como family became a feudal lord and was Duke of —-casalnuovo, near Naples. Thi noble branch of the Como family had also a wonderful palace built in the capital city (Naples). The building is on Via Duomo road and a museum is hosted inside it. As the photo shows,on the façade there is also the family coat of arms.
Agerola (a hilly town of the Amalfi Coast) seems to be the place where the most ancient –documentations of the surname Comi are found-.
Agerola is composed of four hamlets, the largest of which is Bomerano. In the middle Ages a portion of Bomerano was called Li Comi, meaning “the Como’s place” (cluster of their houses and fields).
Moreover, we have a document written in the year 1340 that mentions Lorenzo and Tommaso Como as a citizen of Agerola.
But the presence of the family in Agerola may be traced back to the 12th century at least. In fact, there is a document written in 1158 making mention of several Comi (covering 3 generations) among which the priest of the church of St. Matthew in Bomerano. As in the same document is written that the mentioned church was patronage of that family, we can suppose that the Comi were in Agerola since at least decades before 1158, and it had to be a rich and well reputed group.
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Nel portare una nuova evidenza in favore dell’antichità dei Cuomo agerolesi, cosa che trovate in calce come Appendice, a vantaggio dei lettori stranieri, riporto integralmente il mio articolo di anni fa

“ I CUOMO-COMO DI AGEROLA”

Tra i cognomi maggiormente diffusi ad Agerola vi è quello dei Cuomo. Esso è particolarmente frequente in quel casale di Bomerano che fu, probabilmente, la zona dove si insediarono, ed ebbero terre e case, i primi esponenti della famiglia. Forse, addirittura il luogo ove nacque quel cognome.
A supporto di questa tesi, segnalo che lo storico Matteo Camera riteneva che la famiglia fosse nata ad Agerola o a Gragnano (vedi pagina 662 delle Memorie storico-diplomatiche dell’antica Città e Ducato di Amalfi, 1881).
Lo stesso Camera, inserisce i Cuomo tra le famiglie più antiche di Agerola, ma senza riportare, né citare, documenti che possano aiutarci a precisare meglio quella antichità.
Io stesso non sono ancora in grado di citare molti documenti sugli antichi esponenti agerolesi della stirpe in questione. Appare però certo che non più tardi della fine del Seicento, alcune famiglie Cuomo di Agerola avevano raggiunto un riguardevole livello di agiatezza e prestigio; tanto da esprimere alcuni Notai che esercitarono in paese e dei quali si conservano alcune “carte” (atti notarili) nell’Archivio di Stato di Napoli (Sezione Notai della Provincia). Si tratta di:

Cuomo Domenico (con atti datanti dal 1687 al 1737)
Cuomo Felice (con atti datanti dal 1713 al 1731)
Cuomo Biagio (con atti datanti dal 1732 al 1752)

Compiendo un salto all’indietro di alcuni secoli, ed attingendo al Codice Perris (Vol. 3, pag.1037-1049), segnalo il documento CCCCXCIX dell’anno 1340, nel quale compare tale Lorenzo Como, chiaramente indicato come cittadino agerolese.
Era un esponente della stessa stirpe? Matteo Camera avrebbe risposto di si, visto che nella sopracitata sua pagina scrive “Cuomo o Como”. D’altra parte –osservo io- il passaggio dalla “o” al dittongo “uo” (ossia da Como a Cuomo) è fenomeno molro comune nella lingua napoletana (vedi i casi cotto>cuotto, fosso>fuosso, morto>muorto e Rocco>Ruocco).
Di analogo avviso pare fosse Carlo Padiglione, autore dell’opera “Memorie storiche artistiche di S. Maria delle Grazie Maggiore a Capo Napoli con cenni biografici di alcuni illustri che vi furono sepolti”(Napoli 1855) nella quale egli descrive la cappella posseduta dai Como in quella chiesa napoletana (vedi oltre). Quando cita per la prima volta il cognome Como, l’Autore vi mette una nota per aggiungere quanto segue:
“Avremmo forse dovuto dir Cuomo, ma poichè l’arme (lo stemma) appartiene ai Como dei Duchi di Casalnuovo, dicemmo Como; comunque dal nostro amico Cavalier Luigi Como di Casalnuovo ci sia stato assicurato non essere nell’ albero genealogico di sua famiglia nè Agnello nè Benedetto. Tal differenza d’intendere, a nostro modo di vedere, non reca alcun danno a coloro che un di, forse, vorranno riacquistare il diritto pertinente alla propria famiglia; poichè, trattandosi di tempo recente, è agevol cosa dimostrarne la proprietà. Non vogliamo però passar sotto silenzio che il Lumaga tra le famiglie che vivevano nobilmente in Napoli (nell’anno 1726) ne segnava una dei Cuomo del Canonico , che con tutta probabilità può esser quella cui apparteneva la cappella, e che parlandoci poi dei nobili fuori seggio usava e Como e Cuomo”.
Riguardo alla cappella (che è quarta di destra), ricordo che essa è adiacente a quella di un’altra antica e nobile famiglia di origine agerolese: i Sarriano, o de Sarriano, duchi di Casalduni (vedi altro articolo in questo blog); una semplice coincidenza?
Trattasi della cappella dei Lauro-Como, dedicata a S. Andrea e originariamente dei Sanseverino. Nel 1700 l’acquistò Agnello Como , che aveva sposato tale Paola Lauro. Di conseguenza “nella cappella vi è uno stemma bipartito: a sinistra vi è l’arme dei Como, nel destro quella dei Lauro. I primi usano una mezza luna con la punta in su, avente due stelle al di sopra ed una al di sotto. I secondi un albero d’alloro sostenuto da due leoni rampanti, uno per ciascun lato”. Di parte mia aggiungo che la chiesa di S. Maria delle Grazie a Caponapoli (peraltro ricchissima di opere d’arte) è da decenni chiusa, in attesa di restauri che vergognosamente tardano a partire). Ma chi volesse vedere lo stemma dei Como può trovarlo scolpito anche sulla facciata del quattrocentesco Palazzo Como, sede del Museo Filangieri, in Via Duomo a Napoli (vedi foto). E meno male che sta sulla facciata, perché anche questo importante struttura museale napoletana è da molti anni chiusa!

In tema di cappelle che furono patronato dei Cuomo, ricordo che una antica guida alle chiese napoletane, di cui ora mi sfugge titolo e autore, si segnala che dei Cuomo ne avevano una anche nella chiesa di S. Severino del Monastero; e quella guida aggiungeva anche che detta cappella conteneva tele regalate da un non precisato Pontefice.

Rimandando a futuri aggiornamenti per altri dati storici sulla famiglia, aggiungo solo Angelo Como, possessore di un’ampia proprietà alla periferia di Afragola, nel 1484 fu il fondatore di Casalnuovo. Infatti risulta che egli chiese ed ottenne dal re Ferrante d’Aragona dei privilegi a favore di quelli che accettassero di trasferirsi in quel nascente borgo, che poi sarebbero stati vassalli suoi e dei discendenti.
Circa l’etimologia di Como non ho ancora trovato alcuna connessione attendibile. Potrebbe legarsi all’omonima città lombarda, ad indicare una provenienza del capostipite. Ma non escluderei un legame genetico con la voce latina comes (compagno), ma nel senso di “comandante di equipaggio di nave” che prese nel Medio Evo . Tale spiegazione ben si concilierebbe con una origine nostrana del cognome ai tempi della “Repubblica marinara” di Amalfi; tempi e luoghi in cui i naviganti furono .ebbero un ruolo essenziale (vedi anche il cognomi amalfitani Comite e Comiteurso, nonché l’agerolese Naclerio, ossia Nocchiero), ma anche tempi di forti legami politici e commerciali con Bisanzio, cui potrebbe alludere (come di solito in araldica) la mezzaluna che compare sullo stemma dei Como

APPENDICE

La nuova prova documentale è una pergamena del 27 aprile 1158 pubblicata dallo storico ‎Riccardo Filangieri a pagina 258 della sua importante opera del 1917 “Codice Diplomatico Amalfitano”.
Si tratta di un atto di compravendita col quale il presbitero Iohannes Comi (che stende l’atto), custode e rettore della chiesa di S .Matteo Apostolo in Bomerano di Agerola, insieme ad altri Comi (i fratelli Sergio e Iohannes figli di Mauro; Rossingio fu Iohannes; Sergio figlio di Leone),che sono consorte et partionarii della suddetta chiesa, vendono a Giovanni e Marino Iobine figli di Guido, una “petia de castanieto” che la chiesa di S. Matteo possedeva in località” Finile” per un vecchio lascito fatto dai genitori del presbitero.
Questo documento è molto interessante, perché innanzitutto ci conferma che la chiesa di San Matteo in Memorandum (Bomerano) è di antica fondazione ( vedi nota circa il suo spostamento laddove ogge sorge nel tardo ‘500).
Poi ci dice che quella chiesa ed i beni che possedeva, nel secolo XII erano patronato dei Comi, che esprimevano anche il prete. In ciò ben si inquadra il fatto che era stao un Comi e sua moglie a donare a S. Matteo il castagneto di Punta Fenile (all’epoca detta Finile) che ora i discendenti –in qualità di rettore (Iohannes) e amministratori della citata fondazione chiesastica- vendono a dei Iobeni.
Se ne deduce che la famiglia Comi era molto agiata e preminente: una condizione che doveva aver guadagnato gradualmente nel corso di alcune generazioni. Per cui possiamo ragionevolmente supporre che si trovava ad Agerola (dove forse il cognome era nato) almeno dalla metà del secolo XI.
Infine, il fatto che uno degli attori della vendita, Sergio Comi di Leone, sia detto temporaneamente fuori Agerola, lo possiamo interpretare in due modi: o era imbarcato, via Amalfi, per commerci marittimi (cosa solitamente resa con la dicitura “est ad navigantum” in tante altre pergamene medievali amalfitane), oppure che siamo di fronte a uno di quei casi in cui una famiglia agerole che volesse far commercio verso Napoli di derrate prodotte in paese, mandava uno o più membri a risiedere nella città partenopes. E chissà che il ramo napoletano dei Como-Cuomo non sia nato proprio così!

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Una risposta a ON THE ORIGIN OF THE SURNAME CUOMO

  1. Claudiotedeschi;-) ha detto:

    Sono impressionato! Gira di nuovo mi chiedo se la mia famiglia ha qualcosa a che fare in Italia con quelle di cui al presente articolo Cuomo ……… soprattutto perché ora posso provare che i miei antenati i nomi alternativamente Domenico Felice o come un dato nome hanno indossato …… ma i miei antenati vivevano s già nel 1780 a Frattaminore .. o allora si chiamava Fratta Piccola …… incredibile – a pochi chilometri da Casal Nuovo di distanza …..

    Saluti dalla Germania

    Claudio Felice Armando Cuomo

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