San Nicola/Klaus  

s nicola al ponte pala di Perugia

San Nicola, nato e vissuto a Mira (città dell’Asia Minore di cui fu anche vescovo) è un santo il cui culto si diffuse in Europa a partire dal periodo bizantino; e nella bizantina Bari il suo corpo fu “trasferito” ai tempi delle Crociate, tant’è vero che oggi molti lo dicono S. Nicola di Bari.

Anche ad Agerola abbiamo una chiesa dedicata a questo santo orientale. L’edificio come oggi lo vediamo è del Seicento, ma esso sorse su un edificio pre-esistente che una tradizione raccolta da Matteo Camera un secolo e mezzo fa, indica come la più antica chiesa di Agerola. Che sia del tutto vero o meno non potremo dirlo che scoprendo qualche antichissimo documento o facendo qualche scoperta archeologica sotto il pavimento o intorno al perimetro della chiesa attuale.

In ogni caso, la citata leggenda è verosimile, considerato che siamo nell’ex ducato bizantino di Amalfi e che questa stessa città ha una chiesa detta S. Nicola dei Greci a ricordarci gli influssi e gli afflussi dal mondo greco-bizantino che il Ducato conobbe nel Medio Evo.

Gradualmente il culto di San Nicola si diffuse anche nei paesi anglo-sassoni e negli Stati Uniti, dove è noto come Santa Klaus, versione inglese del personaggio che noi chiamiamo Babbo Natale.

Perché mai è stato scelto San  Nicola per impersonare il vecchio buono che a Natale porta regali ai piccoli?

La ragione sta in un episodio della vita di S. Nicola che si tramanda sin dal Medio Evo e che è mirabilmente effigiato anche in un polittico dell’Angelico conservato a Perugia.

Si dice che a Mira viveva un vecchietto con tre giovani e belle figliole che, afflitto da una crisi di povertà che toglieva alla famiglia persino il pane quotidiano, giunse suo malgrado a chiedere alle sue figliole di…avviarsi al mestiere più antico del mondo.

Venuto a conoscenza del fatto, il buon Nicola, nottetempo, entrò in quella sfortunata casa e depose tre palle d’oro, così da risolvere le ristrettezze della famiglia e permettere che le tre ragazze potessero trovar marito grazie alla discreta dote che ora potevano portare. Forse più che tre “palle d’oro” erano tre borse (sacchetti portamonete) piene zeppe di soldi d’oro. Comunque, il nobile gesto salvò le tre ragazze e contribuì ad accrescere la fama di sant’uomo di Nicola di Mira.

Poco ci è voluto, poi, che il Santo venisse ricordato come generoso amico dei fanciulli in genere; come buon vecchio che nottetempo entra di soppiatto nelle case a lasciar regali ai piccoli che se li sono meritati.

Se dunque queste sono le origini della figura di Babbo Natale, perché molti cattolici si ostinano a guardarlo con distacco e diffidenza, considerandolo quasi antagonista laico della Befana?

Va bè, negli ultimi decenni gli Americani e il consumismo hanno parecchio svilito il senso originario della tradizione. Ma risolviamo la cosa evitando inutili …importazioni di ritorno. Torniamo a chiamarlo San Nicola e ritroviamoci a festeggiarlo con doni ai bambini, a Natale, presso la nostra antichissima chiesa del casale Ponte a lui dedicata!

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