ISTANTANEE SUGLI AGEROLESI DEL SETTECENTO DAL CATASTO ONCIARIO

Le “rivele” contenute nel cosiddetto Catasto Onciario di metà Settecento sono una formidabile sorgente di informazioni anagrafiche e patrimoniali, nonché di dati riguardanti antichi toponimi,  usi del suolo, arti, mestieri e altro ancora. Una analisi completa di questa fonte documentaria –che suggerisco vivamente come argomento di tesi ai nostri studenti universitari – potrà dunque restituire uno spaccato socio-economico dell’Agerola di 250 anni fa.

Intanto, per darne un campione,  voglio mettere a disposizione dei lettori alcune delle centinaia di “rivele” (denunce dei capifamiglia) che formano il catasto conciario di Agerola. Nello sceglierle ho tentato anche di dare un’idea della notevole varietà di condizioni e stili di vita che caratterizzava la comunità agerolese dell’epoca; varietà che era ancora più ampia di quanto riesco qui a mostrare e che prevedo di documentare meglio in futuro su questo blog.

 

Il frontespizio del volume manoscritto contenente il catasto onciario

Il frontespizio del volume manoscritto contenente il catasto onciario

UNA GIOVANE COPPIA NULLATENENTE

 

Cristoforo Trotta, bracciale, anni 20

Carmina d’Acampora, moglie, anni 21

 

industria , oncie 12.

 

Abita in casa d’affitto di Gennaro Cuomo e   ne paga di pigione annui carlini 13.

 

Non possiede altri beni, vivendo con le proprie fatiche.

Sono in tutto oncie 12        .

 

Note: Per “industria” si intendeva l’attività lavorativa (in questo caso di Cristoforo) il cui valore imponibile veniva valutati tra 12 e 16 oncie annue (1 oncia = 6 ducati), dimezzandolo per i minori apprendisti.

I casi di nullatenenza, come questo, erano abbastanza rari in paese. Infrequenti erano pure i cssi in cui il nucleo familiare (“fuoco”) era proprietario della sola casa in cui abitava, come esemplifica la rivela che segue.

 

UNA FAMIGLIA CON SOLO LA CASA PROPRIA

 

Filippo d’Acampora bracciante anni 72

Anna d’Amato moglie anni 60

Marco figlio anni 13

Agnese figlia anni 15

 

Industria oncie 12

 

Abita in casa propria con poco d’orto attaccato per proprio uso ne luogo Galli confinante con i beni di Cristoforo  d’Acampora e via vicinale..

 

Non possiede beni di sorta alcuna, vivendo con le proprie fatiche.

 

Sono in tutto oncie 12.

 

Note: La dizione “Abita in casa propria con poco d’orto attaccato per proprio uso” è estremamente frequente nelle pagine agerolesi del catasto conciario, rivelandoci un paesaggio per lo più “a case sparse” e una comunità eminentemente contadina e autosufficiente.

Da notare che la casa in cui si abitava e l’adiacente terra per proprio uso non venivano tassate (da ciò l’assenza del valore imponibile  in oncie a fine frase).

 

 

UNA FAMIGLIA DI MEDIE CONDIZIONI

 

Crescenzo di Fusco fu Mattia bracciante anni 34

Margarita Mascolo moglie anni 33

Giuseppe figlio anni 1

Giovanna figlia anni 7

Maria figlia anni 3

Antonio fratello bracciante anni 26

Domenico figlio di Antonio anni 3

Aurelia de Marini madre vidua anni 69

 

Industria di Crescenzo oncie 12

Industria di Antonio oncie 12

 

Abita in casa propria con poco d’orto accosto per proprio uso al luogo Lama confinante con i beni di Martino Cuomo e di Felice Naclerio;

 

Possiede un pezzo di terreno sul luogo Dentro Lama giusta suoi beni e quelli di Martino Cuomo stimata la rendita annua carlini 22 sono oncie 7.10

Più possiede un pezzo di castagneto al luogo Lo Piano confinante con i beni di Giovanni Gentile e Ignazio di Rocco; stimata la rendita annui carlini 34, sono oncie 11.10.

Possiede un pezzo di castagneto al luogo Meglino  confinante con i beni di Giovanni e Gennaro di Fusco; stimata la rendita annui carlini 25, sono  oncie 8.10

Tiene 7 vacche di razza; stabilita la rendita annui ducati 21, sono oncie 35.

 

Sono in tutto oncie 95.20.

 

Note: Ecco un esempio fra i tanti di famiglia allargata. Qui Crescenzo di Fusco  si fa capofuoco non solo della moglie e dei tre figli, ma anche del fratello vedovo, del di lui figlioletto e della anziana madre, anch’essa vedova.

In quanto a proprietà terriere, qui abbiamo un esempio della diffusissima combinazione di  uno spazio per la coltivazione intensiva di ortaggi (probabilmente con associato vigneto su pergola), del “terreno da zappa” per altre colture e di un castagneto. In altri casi –non rari- a ciò si associa anche un frutteto e una selva o bosco per far legna da ardere.

Una cosa che salta all’occhio scorrendo le centinaia di rivele del catasto è che i castagneti erano molto più diffusi e cospicui di oggi; segno che la castagna era ancora tra gli alimenti di base degli Agerolesi (non ancora soppiantata dal boom della patata e del mais).

Anche il possesso di una vacca (talora a mezzo con altri) era cosa assai diffusa. La famiglia di Crescenzo di Fusco ne tiene addirittura 7; segno che non era solo per i bisogni di casa, ma anche per commercio di carni e giuncate. Una vacca valeva 30 ducati e ne rendeva 3 all’anno (quanto l’affitto di una discreta casa con orto).

 

UN  FAMIGLIA DI TRE FRATELLI MASSARI

 

Giovanni D’Apuzzo fu Luca, massaro, anni 34

Vittoria Avitabile moglie anni 32

Antonio, fratello massaro, anni 33

Giustina Naclerio moglie anni 24

Gennaro fratello massaro anni 25

Emanuela Naclerio moglie anni 25

Dorodea sorella in capillis, anni 26

Carlo figlio di Giovanni anni 8

Aniello figlio di Giovanni anni 1

Giuditta figlia di Antonio anni 3

Caterina figlia di Antonio anni 1

Nicola figlio di Gennaro anni 4

Celestina figlia di Gennaro anni 1

 

Industria di Giovanni oncie 14

Industria di Antonio oncie 14

Industria di Gennaro oncie 14

 

Abita in casa propria con poco d’orto attaccato per proprio uso nel luogo di li Calomani (?) confinante con la via  pubblica e l beni di Alessio Avitabile.

 

Possiede un pezzo di territorio arbustato nel luogo di Sotto S. Cristoforo confinante con i beni di Bartolomeo Cavaliero e via pubblica;  stimata la rendita per annua ducati 8 e carlini 7, sono oncie 29.

Più possiede un castagneto al luogo … … confinante coi beni di i ….. Lauritano e GennaroCoccia; stimata la rendita per annui ducati 4 e grana 25, sono oncie 14.5.

Più possiede un pezzo di selva al luogo di Bolvito confinante con li beni di Marino d’Acampora e della Cappella di S. Antonio Abate;  stimata la rendita per annui carlini 7,5, sono oncie 2.15.

Più possiede un piccolo castagneto allo luogo Carbonara confinante con li beni di Felice Buonocore e Bartolomeo

Cavaliero; stimata la rendita per annui carlini 21, son oncie 7.

Più possiede un pezzo di castagneto nel luogo di li Scarli confina con  li beni di Giacomo Cavaliero e Gennaro Villani; stimata la rendita per annUu carlini 33, sono oncie 11.

Più possiede un poco d’orto nel luogo di La Pezzola confinante con li beni di Alessio Avitabile e Giovanni di  Apuzzo; stimata al rendita per annui carlini 12, sono oncie 4.

 

Tiene pecore numero duecentoquaranta; stabilita la rendita per annui ducati 36 e tarì  2, sono oncie 44.

 

Sono in tutto oncie 173

 

Note: Ecco una famiglia  che ha –come al solito- del terreno coltivabile, della selva e del castagneto, ma che basa i suoi introiti annui soprattutto sulla pastorizia: ben 240 pecore che fruttano  oltre 36 ducati l’anno e il cui valore imponibile è fissato in 44 oncie, pari a 264 ducati.

Colgo l’occasione del “territorio arbustato nel luogo di Sotto S. Cristoforo” con rendita annua di 8,7 ducati, per spiegare che  il valore  di un terreno veniva stimati moltiplicando per 20 la sua rendita annua, dato che la si supponeva del 5% . Quindi: 8,7 x 20 = 164 ducati = oncie 29 essendo 1 oncia pari a 6 ducati.

 

 

UN RICCO NOTABILE

 

M.co  D. Vincenzo Avitabile, al presente

Caporuota nella Procura di Matera, anni 42

  1. Marco Antonio, fratello, vive nobilmente, anni 37

D: Aniello, fratello, anni 35

  1. Giobatta, fratello anni 31
  2. Giuseppe, fratello, anni 26
  3. Grazia, sorella in capillis, anni 45

Maria, sorella in capillis, anni 30

  1. Angela, sorella in capillis, anni 22
  2. Giovanna, sorella in capillis, anni 32
  3. Elena di Stefano, madre vedova, anni 65

Giacomo …. , camerire, anni 35

Giovanni di Stefano, cameriere, anni 37

Francesco Petrosina, servo di casa, anni 32

Matteo Saturno, serva di casa, anni 30

Nicolino Albano, servo  di casa, anni 40

Anna Frenca, serva di casa, anni 62

 

Abita in propria casa palazzata con  giardino di delizie attaccato per proprio comodo nel luogo Le Case Nove, giusta la via pubblica.

 

Possiede una casa affittata e giradino nel luogo Ponte confinante con gli eredi di Gregorio Cuomo ed Aniello di Stefano;  stimata la rendita per annui carlini 15, sono oncie 5.

Più possiede un castagneto al luogo Fossa, confinante con d. Alessio Avitabile e d. Bartolomeo Villano;  stimata la rendita per annui ducati 10 e mezzo,  sono oncie 35.

Più un castagneto al luogo Lo Vacco confinante con Giovanni Gentile e Aniello di Stefano; stima per annui ducati 23 e mezzo, sono oncie 78.

Più un catagneto al luogo Fenile confinante con D. Vincenzo Villani e Paolo Avitabile;  stimata per annui carlini 110 , sono oncie 3.10.

Più un pezzo di castagneto al luogo Fenile confinante con Martino Cuomo e la Cappella del Rosario;  stimata per annui calrini 47, sono oncie 15.20.

Più un castagneto al luogo Cava confinante con Lorenzo Avitabile e via pubblica; stimata per annui ducati 5 e carlini 3,  sono oncie 17.20.

Più un castagneto e selva congiutni nel  luogo Tre Cavalli confinante con Andrea Pappalardo e il Monte dei Morti; stimata la rendita per annui ducati 6 e carlini 3, sono oncie 21.

Più una selva al luogo di Chippillo conifnante con D. Giulio Bonito ed acqua versante (ossia con lo spartiacque); stimata per annui ducati 5 e carlini 7 e mezzo, sono  oncie 19.5.

Più una selva al luogo di Lo Caneglio confiannte con Natale d’Acunto e la Parrocchia della Nunziata; stimata per annui carlini 27 e mezzo,  sono oncie 9.5.

Più una selva al luogo di Caronara confinante con Domenico Avitabile e lama; stimata per annui ducati 8 e carlini  7  e mezzo,  sono oncie 29.5.

Più una selva al luogo di Lama Magna confinante con D: Fabrizio Barone e Ignazio Buonocore; stimata per annui carlini 32 e mezzo, sono oncie 10.25.

Più una selva al luogo di Lo Passo del Lupo confinante con Domenico Buonocore e lama;  stimata per annui carlini 17 e mezzo, sono oncie 5.25.

Più una selva al luogo di Fenile confinante con D. Vincenzo e Francesco Viallani;  stimata per annui ducati 5 e grana 20, sono oncie 17.10.

Più una selva al luogo La Cappellal di Cupone confinante con Domenico avitabile e Domenico Buonocore; stimata per annui carlini 25, sono oncie 8.10.

Più una selva al luogo di Luongo confinante con D. Alessio Avitabile e Nicola Imperato; stimata per annui carlini 10, sono oncie 3.10.

Più una selva al luogo di Cava confinante colla via pubblica e li beni della parrocchia  di S. Giacomo di Furore; stimata per annui  carlini 5, sono oncie 1.20.

Più una selva e bosco al lgogo di Lo Pino  confinante con D. Alessio Avitabile  e D: Vincenzo Villani; stimata per annui carlini 7  e mezzo,  sono oncie 2.15.

Più una selva e bosco nel luogo di L’Ospedale confinante con Giovanni d’Acampora e Nicola Avitabile;  stimata per anuni ducati 4 e grana 25, sono oncie 14.5.

Più una selva e bosco congiunti al luogo di Lo Gravone confinante con Trifone Milano e Andrea  Mascolo;  stimata per annui carlini 27 e mezzo, sono  oncie 9.5.

Più una selva e bosco al luogo di L’Acquara confinante coll’acqua versante; stimata per annui ducati 7, sono oncie 23.10.

Più un bosco al luogo di La Montagna di Paipo confinante con Lorenzo di Fusco e lo Campo dei Galli;;  stimata per annui ducati 27 e  mezzo, sono oncie 91.20.

Più un bosco al luogo di Lama confinante colla Chiesa di S. Barbara e Diodato Avitabile;  stimata per annui carlini 25, sono oncie 8.10.

 

Annue entrate :

Esige carlini 42 dagli eredi di Stefano Criscuolo per oncie 14.

Più esige annui carlini 30 per capitale di ducati 60 da Fortunato d’Acampora, sono oncie 10.

Più annui carlini 24 e mezzo per capitale di ducati 49 da Gennano e Aniello di  Fusco, sono oncie 8.5.

Più annui carlini 10 e mezzo da Nicola di Ruocco per capitale di ducati 15, sono oncie 3.15.

Più annui carlini 11 e grana 4 per capitale di ducati 17 dal suddetto Nicola di Ruocco, sono o oncie 3.24.

Più annui carlini 12 per capitale di ducati 15 dagli eredi di Nicola  Avitabile, sono oncie 4.

Più  annui ducati 8 e grana 10 per capitale di ducati 100 da Gregorio Avitabile, sono oncie 27.

Più  annui carlini 10 e mezzo per capitale di ducati 14  da Antonio e Giovanni Villano, sono oncie 3.15.

Più  annui carlini 21 per capitale di ducati 30 da Betta Buonocore e Agostino d’Acunto, sono  oncie 7.

Più  annui carlini 22 per capitale di ducati 56 da …. Mascolo, sono  oncie 9.10.

Più annui carlini 9 e grana 6 per capitale di ducati 16 dagli eredi di Matteo e Antonio Cavaliero, sono  oncie 3.6.

Più  annui ducati 6 per capitale di ducati 100 da Francesco Villano,  sono oncie 20.

Più annui carlini 5 e grana 8 per capitale di ducati 9 da Nicola Russo, sono oncie 1.28.

Più  annui carlini 18 per capitale di  ducati 36 da Francesco ed Alessio Avitabile,  sono oncie 6.

Più  annui carlini 14 per capitale di ducati 20 da Lorenzo Criscuolo, sono oncie 4.20.

Più annui grana 67 per capitale di ducati 13 e mezzo da   Matteo Saturno, sono oncie 2.7.

Più  annui carlini 32 e mezzo per capitale di ducati 50 da Lionardo di Fusco, sono oncie 10.25.

Più annui carlini 6 per capitale di ducati 12 da Giovanni Saturno, sono  oncie 2.

Più annui carlini 9 per capitale di ducati 30 da  Bernardo d’Acampora, sono oncie 3.

PIù annui carlini 5 per capitale di ducati 14 da Aniello Cuomo, sono oncie 1.20.

Più annui carlini 8 per capitale di ducati 10 da Nicola Pappalardo, sono oncie 2.20.

Più annui calrini 16 e grana 2 per capitale di ducati 25 da Giobattista Gentile, sono oncie 5.12.

Più annui carlini 27 per capitale  di ducati 67 da Carmine d’Acampora, sono oncie 9.

 

Sono in tutto oncie 595.27

 

Note: Il giudice caporuota don Vincenzo Avitabile apparteneva a quella minoranza di Agerolesi che potevano venivano appellati col titolo di Magnifico  (abbreviato in M.co), che era riservato agli esponenti della nobiltà e dell’alta borghesia). Egli vive con la madre vedova e numerosi fratelli e sorelle non sposati, pur essendo tutti in età da matrimonio. La loro è una “casa palizzata” (“palazziata”, dicevano le fonti medievali amalfitane riferendosi alle ampie case a più piani e molte camere della locale nobiltà) con annesso giardino di delizie. Del loro alto tenore di vita parlano anche i due camerieri e tre servi citati nella composizione del fuoco.  Nel Settecento erano pochissime le famiglie agerolesi che avevano domestici e nessuna giungeva ad averne tanti!

Alla base di tanta agiatezza vi era lo stipendio del giudice (peraltro non tassato), la rendita di una sfilza di proprietà e gli interessi percepiti annualmente per una serie di prestiti fatti a molti concittadini.

 

 

UN  PARENTE DEI BARONI DI ORSOMARSO E ABATEMARCO

 

M.co D. Giuseppe Brancati vive nobile anni 38

  1. Rosa Rango moglie anni 37
  2. Giovanni figlio anni 14
  3. Giacomo Antonio figlio anni 8
  4. Matteo figlio anni 5
  5. Onofrio figlio anni 4
  6. Bartolomeo fratello anni 33

Domenico Cennaro servitore anni 64

Teresa di Stefano serva anni 30

Gaetana Sposito serva anni 16

 

Abita in casa propria palazzata  con giardino collegato per proprio uso nel luogo  Pironti giusta i beni di Nicola Petrucci e Nicola Brancati.

 

Possiede un pezzo di terreno con casetta per proprio uso e piante di castagno nel luogo Zarra confinante

con i beni della Cappella del Rosario e via pubblica; stimata la rendita per annui carlini 22, sono oncie 7.10.

Più possiede un castagneto al luogo S. Anna  confinante con i beni di Bernardino Naclerio e d. Baldassarre d’Acampora;  stimata la rendita per annui ducati 15 e mezzo,  sono oncie 57.20.

Più una selva con poco d’orto al luogo S. Anna giusta i beni di Andrea Naclerio e via;  stimata la rendita per annui carlini 25, sono oncie 8.10.

Più una selva e bosco al luogo S: Angelo confinante

con i beni della Cappella di SS. Trofimena   e degli eredi di d. Baldassarre d’Acampora; stimata la rendita per annui ducati 8 e carlini 6, sono  oncie 28.20.

Più una selva nel luogo Manara Vecchia giusta i beni di marino D’Acampora e d. Gio:Battista Avizosa; stimata la rendita per annui ducati 24 e tari 3, sono oncie 82.

Più una selva e bosco nel luogo Terentela confinante con i beni di Marino d’Acampora e Gio: Battista

Avizosa;  stimata la rendita per annui ducati 6 e carlini 6, sono  oncie 22.

Più  una selva e bosco nel luogo Mandra Rosa confinante con i beni  di Matteo Cavaliere e la cappella della Maddalena; stimata la rendita per annui ducati 13 e grana 25, sono oncie 44.5.

Più una selva nel luogo S. Maria giusta i beni di Bernardino Naclerio e Crescenzo di Fusco; stimata la rendita per annui carlini 17 e mezzo, sono oncie 5.25.

Più una selva castagnale e boscosa nel luogo la Calcala di Genini e la suora giusta i beni di Andrea Naclerio e via pubblica; stimata la rendita per annui ducati 21 e carlini 3, oncie 72.

Più  un’altra selva nel luogo la Calcara di Gemini giusta i beni degli eredi di Antonio Brancati e lama; stimata la rendita per annui ducati 8 e carlini 7 e mezzo, sono oncie 29.5.

Più una selva castagnale nel luogo Santa Maria giusta i beni degli eredi di Catiello Naclerio e Mattai Petruccio;  stimata la rendita per annui ducati 9 e grana 25,  sono oncie 30.25.

Più una selva al luogo S. Giuliano giusta i beni del Capidolo di Scala e Natale d’Acampora; stimata per annui ducati 9  e mezzo oncie 31.20.

Più possiede due porzioni del giardino  ereditario della ? d. Agnese Brancati con porzione della casa della medesima sul luogo dietro la Nunziata giusta i beni del M.co Nicola Ferraioli e via pubblica; stimata la rendita per annui carlini 20,  sono oncie 20.

Più una settimana nel luogo Fontana degli Iovieni  confinante con Aniello Iovieno e Ferdinando Coccia; stimata la rendita per annui carlini 5 sono oncie 1.20.

Più un’altra selva castagnale nel luogo Chiuppello confinante con i beni del Monastero di Conca e Francesco Amendola; stimata la rendita per annui ducati 4  e grana 25, sono  oncie 24.5.

Più possiede una selva castagnale nel luogo  Bolvito confinante con i beni di d. Michelangelo d’Acampora e d. Filippo Positano; stimata la rendita per annui ducati 4,  sono oncie 14.20.

Più una selva nel luogo la Calcara di Genine giusta i beni di Esso d. Giuseppe e Mattia Petruccio; stimata la rendita per annui ducati 18 e carlini 7 e mezzo,  sono oncie 62.15.

Più un castagneto nel luogo la Calcara di Genini giusta i beni di Diodato Avitabile e di Esso Giuseppe ;

stimata la rendita per annui carlini 37, sono once 12.10.

Più un castagneto al luogo Santa Croce giusta li beni della Parrocchia di S. Pietro e d. Felice Naclerio;  stimata la rendita per annui  carlini 25, sono oncie 8.10.

 

Annue entrate:

Esige dagli eredi di Andrea di Florio annui carlini sei e grana sei per capitale di ducati tredici e grana 33, sono oncie 2.6

Più ducati annui sei per capitale di ducati cento dagli eredi di Andrea e Giuseppe d’Apuzzo, sono oncie 20.

Più esige annui ducati quattordici e grana diciassette per capitale di  ducati 283 da D. Giopaulo Orivalli di Napoli,  sono oncie 45.7.

Più esige annui carlini venticinque per capitale di ducati sei da Clemente d’Acampora, sono oncie 20.

 

Tiene una vacca data alla parte da Giuseppe d’Apuzzo; stabilita la rendita per la sua terza parte

per annui carlini cinque, sono oncie ?.20.

 

Più tiene pecore numero centosessantasette;  stabilita la rendita per annui ducati ventisei e grana settantadue, sono oncie 44.16.

 

Sono in tutto oncie 677.4

 

Pesi da dedursi:

Paga annui ducati trentasei a d. Caterina Caporale

per interesse di ducati seicento sono oncie 120.

Più  paga annui ducati sette e mezzo  per censo al reverendo  d. Teodoro Coccia per  oncie 25.

 

Quali dedotti restano nette oncie 532.4

 

Note:  Questo Giuseppe  è un pronipote di quell’Andrea Brancati  che (figlio del Bartolomeo di cui abbiamo la lapide tombale nella cappella di S. Anna) che spostandosi a Napoli intorno al 1640, vi svolse una incredibile carriera d’affari, giungendo a diventare il più ricco mercante dell’epoca e a farsi barone comprendo il feudo calabrese di Orsomarso e Abatemarco.

Appartenendo a un ramo collaterale della stirpe, don Giuseppe Brancati non può fregiarsi del titolo di Barone (di cui godono invece i cugini discendenti diretti di Andrea trasferitisi in Calabria), ma comunque “vive nobilmente” in una casa palizzata con servitù, Oltre che della rendita di terre, selve e castagneti, la sua famiglia vive degli interessi annui che scaturiscono da vari prestiti elargiti. Tutto ciò senza disdegnare il settore della pastorizia, che li vede proprietari di un gregge di  167 pecore.

 

 

UN FILATORE DI SETA CON RESIDENZA  A NAPOLI

 

Domenico D’Acmpora

fu Carlo lavorante di seta anni 48

Nunzia Mascolo moglie ani 47

Carlo figlio lavorante di seta anni 22

 

Industria di Domenico oncie 12

Industria di Carlo oncie 12

 

Abita in Napoli e possiede in questa città un Fuoco e non vi è chi porti il peso per una casa (la sua) inaffittata con terreno accosto nel luogo di Casa d’Acampora giusta la via pubblica e li beni di Girolamo Miraglia, stimata la rendita per annui carlini 15, sono oncie 5.

 

Più possiede un castagneto al luogo di La Fontana confinante con i beni di Pietro d’Acampora e del M.co  d. Vincenzo Villano; stimata al rendita per annui carlini 22, sono oncie 7.10.

Più possiede un altro castagneto nel luogo di Le Porti confinante con li beni di Gennaro Villani e del Pio Monte dei Morti del Casale di Campora;  stimata la rendita per annui carlini 22,  sono oncie 2.10.

Più possiede una selva castagnale al luogo di Lo Pontechito confinante colli bene di Mattia  d’Acampora e di Guarino d’Acampora; stimata la rendita per annui carlini 15,  sono oncie 5.

 

Sono in tutto oncie 48.20.

 

Note: Con la rivela di Domenico d’Acampora siamo passati agli artigiani, in particolare ai numerosi addetti all’arte della seta che vi erano ad Agerola e che talora da Agerola si trasferivano a Napoli per svolgere l’attività a livelli superiori (da filatore a tessitore, tintore o mercante di seta).

Sempre nella classe degli artigiani, abbiamo fornari, calzolai, fabbricatori (muratori) e altre figure che provvedevano alle esigenze primarie del paese. Ma, sorprendentemente, nel catasto conciario figurano anche due Agerolesi con qualifica di orefice.

Uno di essi (Giuseppe Avitabile) vive e lavora  in paese; l’altro (Gaetano di Fusco) si è trasferito a Napoli, ma mantiene una casa e delle proprietà ad Agerola. Eccone le schede:

 

 

UN  OREFICE  CON TRE SORELLE ZITELLE A CARICO

 

Giuseppe Avitabile orefice anni 38

Angela Avitabile moglie anni 36

Adriana sorella in capillis anni 37

Santa sorella in capillis anni 40

Maria sorella in capillis anni 30

 

Industria   oncie 16

 

Abita in casa propria con poco d’orto attaccato per proprio uso nel luogo Le Botteghelle giusta i beni di Pietro d’Apuzzo e Gennaro Cuomo.

 

Possiede un pezzo di orto e castagneto nel luogo Sopra le Botteghelle confinante con i beni di Pietro d’Apuzzo e fiume (intende lama);  stimata la rendita per annui ducati 4 e carlini 3, sono oncie 14.10.

Più possiede un pezzo di castagneto al luogo Sopra le Botteghelle confinante con i beni di Cristoforo di Rosa  e Domenica di Martini;  stimata la rendita per annui ducati 4 e carlini 2, sono oncie 14.

 

Sono in tutto oncie 44.10

 

 

 

 

UN ALTRO OREFICE  AGEROLESE, MA CON DOPPIA RESIDENZA

 

Gaetano di Fusco orefice anni 46

Industria oncie 14

 

Al presente abita in Napoli.

 

Possiede  una casa con pezzo di terreno nel luogo la Croce giusta la via pubblica e  i beni di Nicola Petruccio. Più un  castagneto al luogo la Corce confinante con i  beni di Pietro Cavaliere e d. Gennaro di Fusco e più una selva castagnale nel luogo Lama Candela giusta li beni di Pietro Cavaliere e via pubblica.

I territori e beni (li) tiene affittati a Vito d’Acampora per l’annua pigione di ducati 15 e grana 25, sono oncie 50.25.

 

Sono in tutto oncie 64.25

 

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