Ausino. Un nome con tremila anni di storia.

Agli Agerolesi il nome Ausino è diventato familiare da quando la Ausino S.p.a. gestisce i “servizi idrici integrati” del nostro Comune [1 ]. Quella società prende il nome da una grossa sorgente dei Monti Picentini sita presso Acerno e alimentatrice –insieme ad altre sorgenti vicine  – dell ’omonimo acquedotto [2].  

Per me, invece, la familiarità con quel nome e con quella sorgente risale “un poco” più addierro; a quegli anni ’80 nei quali le mie ricerche sulla evoluzione morfotettonica dei M. Picentini mi portavano spesso ad Acerno, ottimo campo base per esplorare il massiccio e sede di interessantissime successioni lacustri di centinaia di millenni fa [3 ]

Ausino, insieme ad altri  sostantivi basati sul medesima radice, ha – come vedremo – un’origine molto interessante e antica che rimanda alla lingua del popolo italico cui appartenevano  i primi  Agerolesi a noi noti: gli ospiti della necropoli dell’Età del Ferro in località Campo Sportivo S. Matteo [4].

Il legame etimologico con la nozione acqua.

Alla base del vocabolo Ausino è la radice  AUS che Giovanni Alessio (grande linguista che si è molto occupato di etimologia e toponomastica) riconobbe come una base mediterranea prelatina col significato di ‘fiume’ [5]. Pochi anni dopo, Giacomo Devoto (uno dei massimi glottologo del Novecento) riferì ugualmente al sostrato mediterraneo il tema AUS, ma gli assegnò il significato di ‘fonte, sorgente’ [6].

Sull’ampia distribuzione dei toponimi legati a quella base   si è espresso anche Carlo Battisti  riportando esempi italiani che vanno dall’area alpina fino all’Appennino centrale, nonché esempi esteri che vanno dalla  Spagna, alla Francia e alla Cirenaica (Libia). [7]

Quando ci chiamavano Ausonî.

Oggigiorno, la più ampiamente nota parola formata sulla base aus- è certamente l’etnonimo Ausonî, usato dai più  antichi scrittori greci per indicare uno dei tre popoli (gli altri erano gli Enotri e gli Japigi) che occupavano la parte meridionale della penisola italiana all’epoca della prima colonizzazione greca. Il già citato C. Battisti  connette Ausonî al significato ‘gli abitanti presso le fonti’, mentre altri linguisti, tra cui l’Alessdio, preferiscono “le genti dei fiumi” o espressioni equivalenti.

Villaggio dell’età del ferro

Un villaggio dell’Età del Ferro (dal sitp http://www.archeobologna.beniculturali.it/).

Alla voce Ausonî della Enciclopedia Treccani online leggiamo che,  nell’Età del ferro, quel popolo  “abitava la regione litoranea che fu poi chiamata Campani” dai Sanniti invasori”.

A proposito del nesso tra il nome degli Ausoni  (col suo richiamo alle fonti e/o ai fiumi e le pianure peritirreniche da loro occupate, faccio notare che la fertilità di quelle vaste pianure alluvionali  costiere derivava almeno in parte dalla presenza di fiumi e di grandi sorgenti carsiche poste alla base dei retrostanti massicci calcarei dell’Appennino; risorse naturali che permettevano anche forme di coltivazione irrigua.

Da quella fertilità dipese anche la denominazione di epoca romana “Campania felix” (ossia ‘ferace’), nonché  – in un modo più indiretto – “Osci”, altra denominazione etnica che gli autori antichi usarono per indicare gli abitanti della Campania costiera. Pare, infatti che quel nome derivi da  Οπικοί  (Opici), col valore di ‘operai’ o, meglio, ‘lavoratori, genti operose’ e con riferimento alla “nota caratteristica di essi, i quali da un terreno assai fertile   venivano indotti a dedicarsi esclusivamente al lavoro dei campi” (Enciclopedia Treccani, ivi).

 Nell’antichità preromana vi fu anche una città chiamata Ausona  ,  che rimane di incerta ubicazione, ma dovrebbe trovarsi lungo il margine ovest dei M. Aurunci. Con quel nome, ritoccato in Ausonia, nel 1962 venne ribattezzata Fratte, in provincia di  Frosinone presso il confine Lazio – Campania. Nel territorio del comune di Ausonia nasce il fiume Ausente che confluisce nel Garigliano nei pressi dell’area archeologica di Minturnae dopo aver percorso circa 18 km.

Toponimi italiani  connessi al tema ausa/os/as..

In epoca perelatina, l’antichissimo tema linguistico ausa generò anche dei toponimi, alcuni dei quali ci è sono noti o perché  sopravvissuta sino ad oggi  in forma poco alterata, o perché registrati in fonti scritte dell’antichità.  Limitandomi a segnalare alcuni casi italiani, ricordo innanzitutto che prima delle Guerre Sannitiche vi fu una città  chiamata Ausona  che rimane di incerta ubicazione, ma dovrebbe trovarsi lungo il margine ovest dei M. Aurunci. Con quel nome, ritoccato in Ausonia, nel 1962 venne ribattezzata Fratte, in provincia di  Frosinone. Nella styessa zona abbiamo poi il fiume Ausente che confluisce nel Garigliano nei pressi dell’area archeologica di Minturnae dopo aver percorso circa 18 km.

Uno dei corsi d’acqua di risorgiva che alimentano il fiume Ausa , in Friuli. ( dal sito http://www.imagazine.it/)

Altri casi italiani sono: Ausugum, antico nome dell’odierna Borgo in Valsugana (ex Vallis Ausuganea), l’antico abitato di Ausucia, nel Comasco (presso Acquaseria); il fiume Auser della Toscana antica, il cui nome divenne poi Serchio;  il Rio Osento della Val di Sangro, che in antico era chiamato Ausentus; Il fiume Osa presso Talamone (Grosseto), il fiume Osari presso Pisa,  il fiume di risorgiva Ausa (o Aussa) della Bassa Friulana, il torrente Ausa che va dal  Monte  Titano (San Marino) a Rimini.  In questa lista si potrebbe inserire anche Isernia, visto cheil suo nome antico, Aesernia, potrebbe coolegarsi alla radice ausa con riferimento a vicine   sorgenti.

Ponendo ora maggior attenzione all’area campana, ricordo  che oltre all’Ausino presso Acerno da cui siamo partiti, abbiamo la risorgenza carsica  delll’Auso (ad Ottati, , Cilento), la  Grotta dell Àusino, ramo inferiore del complesso speleologico di Castelcivita, con imbocco presso una grande risorgenza carsica (1.800 l/sec)  in riva al f. Calore;  il Monte Spina dell’ Àusino (dominante S. Rufo, nel Vallo di Diano) e il Torrente Asa, presso Pontecagnano.

La  sorgente Auso (1.200 l/sec) in territorio di Ottati, Salerno (dal sito http://www.fondoambiente.it/lu).

Come ben si nota, sia a livello campano che a livello  italiano, i toponimi a base aus /os /as sono quasi tutti degli idronimi, denominando prevalentemente dei corsi d’acqua o delle sorgenti.

Etimo di Àusino.

Ma la base prelatina Aus diede origine solo a termini idrologici? A giustificare questa domanda  (e una risposta negativa) vi è il fatto che nel sardo, nel ligure e nel sardo sono attestati termini dialettali quali auseria, ausarra, ause col senso di ‘pianta fluviale, salice di fiume’ (il Salice bianco, Salix alba L.). (cfr. Studi sardi, rivista della Reale Università di Cagliari, 1936, pagina 144 e  anche Annales de Bourgogne, 1938, pagina 131).

L’Ontano nero, che alcuni de’ nostri chiamano Àusino (dal sito http://www.parcodelladora.it/)

Orbene, àusino è un altro caso in cui aus- ha generato un termine botanico.Di ciò ho trovato evidenza nell’odierno parlata di paesi cilentani e del Vallo di Diano, in perfetta corrispondenza con ciò che trovo attestato anche in un libro del Settecento: L’Agricoltore sperimentato, ovvero Regole generali sopra l’agricoltura, opera di Cosimo Trinci stampata a  Napoli nel 1764. A  pagina 298, citando gli ontani, pone una nota che così recita: Alnii (d Alnus, nome antico del genere. N.d.r.), che alcuni de’ nostri chiamano  Ausini.” Sui Monti Lattari  domina l’ontano napoletano (Alnus cordata), che è specie moderatamente igrofila (si accontenta dell’umidità data al suolo da una piovosità di almeno 1000 mm/anno), mentre l’ontano nero (Alnus glutinosa)  ha spiccate esigenze idriche, formando boschi ripariali lungo alvei fluviali.

Conclusione

Ritengo dunque che àusino sorse come nome (locale) della specie arborea Alnus glutinosa (Ontano nero o Alno. Il fatto di crescere tipicamente in  boschetti ripuari al bordo di aste fluviali, stagni  e polle sorgive, giustificò (come altrove il Salice bianco) il ricorso alla radice lessicale Aus- ‘acqua’..

Il Calore salernitano nei pressi della sorgente del Mulino di Castelcivita

Evidentemente, già in epoca protostorica (quando fu creato il sostantivo àusino) vi erano degli alti esemplari si ontano nero tanto intorno alla sorgente ‘Àusino dei Monti Picentini, quanto vicino alla sorgente presso l’imbocco della Grotta dell’Àusino dei Monti Alburni (Sorgente Mulino); grossi alberi che facevano da lndmark e che perciò ispirarono il nome da dare a quelle due entità naturalistiche.

D’altro canto, il fatto che il nome di una sorgente venisse “dettato” da un albero ivi presente (evidentemente notevole per dimensioni oppure perché assente nella zona intorno) trova innumerevoli attestazioni un po’ ovunque nel mondo. Limitandomi a degli esempi a noi molto vicini,  ricordo le sorgenti dei Monti Lattari denominate Acqua del Sambuco,  Acqua del Milo (melo) e Acqua del Ceraso (ciliegio).

Note

1 -Nata nel 2003 come evoluzione del precedente  Consorzio degli acquedotti dell’ Àusino, la Àusino S.p.a  è una società a capitale pubblico che serve oggi  26 Comuni  del settore nord dell’Ambito Territoriale Omogeneo Sel 4e, tra i quali è, per l’appunto, anche  Agerola.

2 -L’acquedotto in questione attinge a due fronti sorgivi, denominati “Olevano” e “Ausino-Avella”, che scaricano complessivamente circa 600 litri al secondo.

3 –Capaldi G..,Cinque A., Romano P. (1988) – Ricostruzione di sequenze morfoevolutive nei Picentini Meridionali (Campania, Appennino meridionale). Suppl. Geogr. Fis. Dinam Quat., 1, 207-222.

4 –Si veda l’articolo Preistoria e protostoria di Agerola  su questo blog  https://agerola.wordpress.com/2015/11/03/preistoria-e-protostoria-di-agerola/

5 -Giovanni Alessio, Il sardo ausarra e la base idronimica aus del sostrato mediterraneo. Rivista Studi Sardi, 2 / 2, 1936, p.7.

6 -G. Devoto, Ausa «la fonte», in Studi Etruschi, n. 20, pp. 151-157, 1949. G. Devoto, Scritti minori, vol. II, Firenze, 1967, pp. 44 s.).

7-C. Battisti,  Sostrati e parastrati nell’Italia preistorica . Le Monnier, Firenze  1959, p. 39.).



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