I Monti Lattari visti da Castelcivita

Agerola, si sa, è chiusa da monti su tre lati, ma verso Sud è stupendamente affacciata sul golfo di Salerno. Ad esclusione delle giornate ad alta umidità atmosferica e poca visibilità, la vista verso sud spazia fino ai rilievi che chiudono a meridione detto golfo e che contornano verso oriente la Piana del Sele, detta anche di Paestum  (Fig. 1). In tale scenario, la sagoma montuosa più facile a riconoscersi è quella dei Monti Alburni (o Monte Alburno al singolare) con l’alta e ripida scarpata che lo delimita a oriente e col suo altopiano sommitale leggermente inclinato vero il Tirreno.

Il Golfo di Salerno e i rilievi che lo bordno visti da Agerola

L’altopiano, che sale fino a 1700 metri di quota ed è ricco di imponenti faggete, è costellato da spettacolari doline e inghiottitoi che fanno dell’Alburno “il Carso del sud Italia”. Ad attrarre qui tanti speleologi italiani e stranieri è anche la presenza di lunghe grotte carsiche sub-orizzontali alla base del massiccio calcareo. Di queste è certamente regina la lunga e variegata Grotta di Castelcivita, il cui imbocco è vicino all’omonimo paese, ma in effetti ricade nel territorio di Controne.

Carta della Campania meridionale con marcata la congiungente da Agerola a Castelcivita.

Tornando al tema delle viste panoramiche, voglio presentare ai lettori la bella foto che segue, che pubblico per gentile concessione di Raffaele Madaio, conduttore dell’ottima trattoria “al Portello” di Castelcivita. L’ha scattata dalla super panoramica balconata del suo locale in una di quelle asciutte giornate di viento ‘e terra  che ci regalano  nitide visioni di lungo raggio. Contro il rosso cielo del tramonto si staglia chiaramente la silhouette dei Monti Lattari – Penisola Sorrentina.

Nel riquadro con annotazioni che riporto sotto la foto, indico anche  Capri, il Monte S. Costanzo e le inconfondibili sagome dei monti Tre Caslli e S. Angelo a Tre Pizzi, a mezza costa delle quali si trova il ripiano orografico di Agerola.

La dorsale dei Monti Lattari – Penisola Sorrentina vista da Castelcivita (foto di Raffaele Madaio).

Chiudo suggerendo ai lettori che ancora non l’avessero fatto, di mettere in programma una gita a Castelcivita, innanzitutto  per visitare la splendida grotta, ma anche per esplorare il pittoresco borgo arroccato medievale di Castelcivita  (culminante con l’elegante Torre Angioina), salire a scarpinare sul boscoso altopiano [1 ] e/o scendere sul greto del fiume Calore a vedere le grosse sorgenti carsiche dell’Ausino che vi si riversano  []

La Torre Angioina di Castelcivita

Note

1 – Sull’altopiano dell’Alburno si può salire anche in auto, con due rotabili che partono una da Ottati e una da S. Angelo  a Fasanella, pochi chilometri a sud di Castelcivita.

2 – Il breve sentiero che scende al fiume si imbocca circa 200 metri dopo il piazzale della Grotta di Castelcivita, lungo la strada che va al paese. 

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aldocinque@hotmail.it
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