Produttori, artigiani, commercianti  e professionisti agerolesi di fine Ottocento.

Con questa breve nota  segnalo ai lettori una pubblicazione di fine Ottocento nella quale si rinviene una descrizione commerciale di Agerola che, sebbene stringata, dà un efficace quadro di quali attività contribuivano maggiormente all’economia locale dell’epoca. Ma son sicuro che, nello scorrere tale descrizione, l’attenzione di molti lettori sarà attratta anche dai nomi delle persone che vi si citano, tra i quali potrebbero riconoscere un loro antenato, ovvero il fondatore di una attività produttiva o commerciale che ancora continua..

La pubblicazione in questione si intitola Annuario d’Italia, Calendario generale del Regno. Parte seconda. (Stabilimento tipografico Bontempelli, Roma 1894.  A pagina 185 vi si legge:

AGEROLA

Collegio elettorale di Castellammare di Stabia. Diocesi di Amalfi. Abitanti  4161.  Dista Km 12 da Gragnano (Capoluogo mandamentale).

Trovasi sopra un alto colle circondato da altri di maggiore altezza; solo dalla parte del mezzogiorno godesi la bella veduta del mare e dei paesi della penisola Sorrentina e linea di Amalfi.

E’ salutata come la Svizzera d’Italia [1], ed ha rinomanza di incantevole villeggiatura estiva.

Gli inglesi specialmente vi si fermano buona parte dell’anno per respirarvi l’aria saluberrima [2].

A  700 metri sul livello del mare.                                                                             ]

Prodotti . Il suo territorio è montuoso, fertile  per legna di castagno, cereali, uve e frutta in genere. Uffuci  postale e telegrafico locali. Stazione ferroviaria di Gragnano, sulla linea Castellammare  Napoli.

Fiere: 20 e 21 settembre .[3]

Sindaco: Coppola notaio Andrea.

Segretario: Compagnone Vincenzo.

Notaio: Acampora Michele.

ALBERGATORI: Ferraioli Francesco – Florio Alfonso – Lauritano Angelo – Mascolo Felice.

Foto di primo Novecento con la facciata dell’Albergo Risorgimento, costruito nel 1876.

Foto di primo Novecento con la facciata dell’Albergo Risorgimento, costruito nel 1876.

BESTIAME (neg.): Fusco Antonio – Fusco Tommaso – Milo Salvatore – Villani Francesco.

BURRO E FORMAGGIO (fabbr.):. Apuzzo Antonio – Apuzzo Giuseppe – Apuzzo Luigi – Buonocore Ferdinando – Fusco Nicola –  Naclerio Bernardo –  Naclerio Ferdinando.

CALCE (neg.): Fusco Giuseppe di Carlo – Fusco Saverio –  Gentile Catello –  Mascolo Giuseppe – Mascolo Michele .[4]

CEREALI (neg.): Fusco Raffaela – Gentile Angelo – Riti Giuseppe – Viviani Alfonso.[5]

DROGHIERI: Villani Francesco .

MERCIAI.: Imperati Felice – Naclerio Giusepp.

OLIO D’OLIVA (neg.): Amatruda Melchiorre – De Martino Luigi – Naclerio Giuseppe fu Casimiro. [6]

PANETTIERI: Fusco Giuseppe – Fusco Luigi – Manna Luigi – Pisacane Nicola – Viviani Alfonso.

PANIERAI:  De Rosa Giuseppe –  Fusco Gaetano – Fusco Salvatore – Villani Gennaro – Villani Salvatore. [7]

POLVERI PIRICHE (fabbr.): Di Martino Ferdinando. [8]

SARTI: Buonocore Antonio – Candido Generoso – Criscuolo Giuseppe – Criscuolo Luca – D’Auria Michele – Naclerio Antnio – Villani Antonio –  Villani Pasquale. [9]

VINO (prod.): Avitabile Giovanni – Coccia Vincenzo – Cennamo Francesco – Florio Matteo – Gentile Luigi – Mascolo Giuseppe –Naclerio Giovanni – Ruocco Diodato.

PROFESSIONI.

FARMACISTI: Brancati eredi- Guida Vincenzo.

MEDICI – CHIRURGHI: Coccia Luigi – Coccia Francesco – Ferrante Agostino – Florio Giuseppe.

Integrazioni e commenti

1 –Questa frase riprende lo slogan “Agerola, la piccola Svizzera napoletana”  che fu usato per molti decenni  nella promozione turistica del paese. Innalzando il lusinghiero paragone dal rango provinciale a quello nazionale (“la Svizzera d’Italia”), l’estensore dovette credere di far cosa grata agli Agerolesi, mentre invece sfiorò il ridicolo, visto che tante località alpine dell’Italia hanno paesaggi che somigliano a quelli elvetici ben più del nostro. 

2  -Questa presenza di villeggianti inglesi merita di essere indagata e quantificata. Intanto, però, ricordo che se ne ha traccia anche nel romanzo di anonimo inglese The Providence of Agerola, uscito  a puntate su The Messenger of the Sacred Heart of Jesus (Londra 1881-82).

3 –Qui si cota, come principale fiera di Agerola quella che si teneva nel casale di Bomerano in coincidenza con i festeggiamenti del locale patronoS. Matteo apostolo.

La piazza presso la chiesa di S. Matteo dove si teneva la fiera di Agerola

4 –Per l’abbondanza della roccia calcarea e di boschi da cui trarre il legname necessario alla lunghissima cottura delle pietre, Agerola aveva in funzione diverse calcare, ossia forni da calce. Ne accenna anche Emilio Scaglione nel suo bel romanzo Il passo del diavolo.

5 –Vale la pena di ricordare che ad Agerola,  a causa delle sue estati non abbastanza calde, si produceva ben poco grano, mentre ampi spazi erano dedicati alla segale (dial. Jurmano) , all’orzo e al mais (dial. Graurinia da Gano d’India).

6–Per ragioni climatiche, ad Agerola non vi erano uliveti (ne stanno sorgendo alcuni solo in questi anni, grazie al riscaldamento climatico in corso). I tre negozianti qui citati dovevano trattare olio prodotto a quote più basse nei comuni circostanti. Ricordiamoci che Agerola era già collegata a Napoli, via Gragnano,  con una rotabile, mentre ancora non c’erano né la strada costiera amalfitana (futura SS 145), né  quella per scendere da Agerola ad Amalfii via Furore e Conca dei Marini.

7 –I  prodotti più tipici e apprezzati dei nostri panierari (o cestai che dir si voglia)  erano le sporte, le sportele e gli sportoni realizzate con sottili strisce di legno di castagno. 

Un costruttore di sporte al lavoro. Foto dal sito http://www.cronachesalerno.it.

8 –Decenni prima i de Martino di Pianillo avevano creato ad Agerola una piccola fabbrica di polvere da sparo autorizzata da governo borbonico. La loro prima polveriera sorse nelle vicinanne del ponte di S. Bernardino (il ponte sul Penise della frazione Ponte); successivamente, per ragioni di sicurezza, l’opificio venne trasferito nella deserta località Fiobana, dove ancora sussistono i reltivi ruderi in attesa di restauro e valorizzazione turistica.

9 -Il numero relativamente elevato di sarti qui indicati fa sospettare che ad Agerola venissero a farsi cucire abiti anche gli abitanti di alcuni centri della vicina Costiera Amalfitana.

Informazioni su aldocinque

aldocinque@hotmail.it
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