Annura a Napoli, ancristo ad Agerola.

Il 1530 fu un anno drammatico per Pozzuoli, perché vi avvenne l’eruzione che creò ex novo il vulcano detto –non a caso- Monte Nuovo. Fortunatamente l’evento fu preannunciato da forti fenomeni precursori, tra cui molte scosse sismiche. In una perizia giurata ,resa  in data 30 luglio 1587, l’ottuagenario Antonius Russus  di Pozzuoli dichiarò tra l’altro che “nel giorno di San Geronimo (28 settembre) si sentì per detta Città un gran terremoto, lo quale allo stesso pigliava, e lasciava, e tutta la Città si mise in rivolta, e quasi tutta disabitò, ed andò in Napoli, e per le campagne, chi fuggiva in un luogo, e chi in un’altro, e pareva che il mondo volesse subissare; e le genti fuggivano etiam (ossia perfino, .N.d.r.) alla nuda, ed uscendo esso testimonio co’ suoi figliuoli, e sua moglie, ritrovò alla porta di Pozzuoli una donna nominata Zizula, moglie di Mastro Geronimo Barbiero, la quale andava in camicia a cavallo ad uno somiero (cioè somaro, N.d.r.) alla mascolina, scapillata: e tutti piangevano, e gridavano: Misericordia!” [1].

In  questo passo ritroviamo l’espressione “alla nuda”, versione ripulita (probabilmente dal dotto verbalizzante) della tipica e ancor’oggi usata locuzione dialettale annura, che -come accade spesso nel napoletano-  fa suonare la “d”  come una “r” e  salda assieme  la preposizione e l’aggettivo  (alla nuda > alla nura > a-nnura).

Qualcosa di simile pare sia da porre anche all’origine di ancristo, voce della parlata agerolese cui assegno il valore letterale di ‘alla Cristo’ (alla maniera del Cristo).L’uso ancora vivo della locuzione ( cfr. frasi del tipo “Viestete! Che faie ancora ancristo?” oppure “Me jettaie a mare ancristo”) mostra chiaramente che il significato è lo stesso di annura e nasce da un popolano  utilizzo del Cristo come emblema della nudità; cosa nella quale dovettero giocare un ruolo decisivo quelle antiche raffigurazioni del battesimo o della crocefissione e resurrezione del Cristo che lo mostravano esattamente nudo o con davvero poco addosso [2].

Assente nei dizionari dialettali napoletani,  il termine è invece segnalato nel Salernitano, area per la quale Pasquale Sacco segnala l’uso di “a l’ancrìsto”  per dire ‘nudo/nuda’ [3]. Tale forma, che potremmo anche trascrivere con al’ancristo, aiuta a capire che a locuzione sta per “alla Cristo”  e se ne differenzia per l’inserzione (epentesi) del suono “an” per un’esigenza eufonica, per rendere èiù facile e e armonica la pronuncia.

NOTE

1 – Il documento è riportato pià estesamente nell’interessantissimo articolo di R. Scandone e L.Giacomelli, Cronache di un’eruzione: la nascita di Monte Nuovo nel 1538.  Ambiente Rischio Comunicazione, n. 5, 2013.

2 –Si pensi soprattutto agli affreschi di epoca medievale, nei  quali il Salvatore è frequentemente rappresentato a figura nuda.

3 –Si veda la voce Ancristo in Pasquale Sacco, Spigolature etimologiche in provincia di Salerno. Edizioni ETS,  2018.

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