“cria” ossia NONNULLA

cria  ossia PICCOLEZZA, NONNULLA

 

Ieri (Pasquetta 2007) ero ospite a pranzo presso una cara amica di Agerola. Eravamo verso fino pranzo, quando arrivano due sue anziane amiche e lei le invita a mangiare una fetta di pastiera. Loro rispondono che davvero non possono, che hanno già mangiato fin troppo. Alla mia amica che ancora insiste dicendo: “almeno assaggiatene un pezzetto!” una delle due ospiti risponde: “Lina, te voglio bene; manco ‘a cria!

Ho capito subito cosa voleva dire perchè istantaneamente mi è tornato in mente il significato di quella parola (cria) che non sentivo da molti anni, ma che anche mia madre usava spesso. La signora voleva dire: manco un nonnulla (mi ci entra più nello stomaco)!

Stando al Dizionaeio Etimologico Napoletano di Francesco d’Ascoli, cria CRIA è un’antica monetina di scarso valore che su una faccia recava impresso un chicco di orzo. Da qui il termine sarebbe passato ad indicare “nulla, niente, pochissimo o quasi nulla”. In quanto ad etimo, dice che viene dal greco krĭ (= orzo) con riferimento alla antica moneta di cui sopra. Se è così, il termine deve essere entrato nell’uso napoletano (e agerolese) in epoca assai remota. Addirittura in epoca magno greca? O nel periodo greco-bizantino, ossia alto-medievale? L’autore, purtroppo non specifica meglio di quale moneta e quale  epoca si tratta. Sarò molto grato al lettore che mi saprà dar lumi in proposito.  

 

 

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