I  Pironti, antica famiglia agerolese che assurse al titolo ducale.

Il grave lutto che ha colpito l’altro ieri il mondo della cultura partenopea e nazionale, la scomparsa dell’editore Tullio Pironti,  mi spinge a pubblicare una nota dedicata all’antica presenza di quella casata ad Agerola. Nel farlo, mi baso su appunti presi anni fa e rimasti nel cassetto in attesa di lavori di approfondimento che ancora non son riuscito a svolgere, del che mi scuso col gentile lettore.

Il toponimo Li Pironti 

A ricordarci che i Pironti furono anticamente presenti ad Agerola vi è anche (al di là delle fonti scritte) il toponimo Li Pironti, che si applica a  una porzione del basso versante sud-orientale del Colle Sughero che si incastra tra le località Gemini, S. Maria la Manna e Case Brancati. Essa è percorsa dalla ripida e stretta rotabile che si stacca dalla provinciale per Gragnano nei pressi di Gemini e che scende fino al cosiddetto “ponre du Campora”; strada cui è stato dato il nome di Via Pironti.

Come tutti i nomi di luogo composti dell’articolo Li e da un cognome, Li Pironti  appartiene alla categoria dei toponimi neo-prediali, i quali rappresentano la prosecuzione medievale dell’uso romano di denominare dei luoghi dal nomen della famiglia proprietaria. In epoca romana i prediali si componevano aggiungendo al cognome il suffisso –anus (poi divenuto –ano; ad esempio Granianus, ossia della gens Grania > Gragnano). A partire dal medioevo, invece, toponimi di analogo valore vennero creati, come dicevo, anteponendo  l’articoli Li (dialettale per i / gli) al cognome dei proprietari messo al plurale.  In contesti rurali e “a case sparse” come il nostro, il senso di quei neo-prediali fu quasi sempre non già quello di “Le terre dei Tali”, quanto quello di “Gli orti e le case dei Tali”. Nel nostro caso dei Pironti.

La scomparsa dei Pironti  da Agerola

L’abbandono di Agerola da parte degli ultimi esponenti del ramo agerolese dei Pironti era già avvenuto intorno a metà del Settecento, dato che nel Regio Catasto Ondciario della Terra di Agerola (1752)  non risulta nessun residente e nessun possidente con quel cognome, sebbene e nella località Li Pironti vengono segnalati beni dei Naclerio, dei Petrucci, dei Brancati e di altri.

L’abbandono di Agerola da parte dei Pironti deve inquadrarsi tra fine Seicento e inizio del Settecento, poiché ancora nel 1693 risulta attestato tale “Nicola Pironti di Agerola” del quale dirò ancora più avanti.

Le prime attestazioni del cognome 

Il cognome Pironti  è tra i più antichi ed illustri dell’ex Ducato d’Amalfi, dove quel cognome nacque circa un millennio fa. 

I centri dell’antica Repubblica Marinara che dove la presenza dei Pironti è più antica sono Agerola, Pino [1] e Ravello.

Lo storio Matteo Camera (Memorie storico-diplomatiche dell’antica città e ducato di Amalfi, Salerno 1881, vol. 1, p. 644), che definisce  Pino cone “il baluardo di Agerola e di Amalfi dalla banda settentrionale”, pone i Pironti al primo posto del suo elenco delle famiglie che andarono a popolare quello strategico borgo-fortezza. 

Secondo Giuseppe Gargano, i Pironti si spostarono da Pino ad Agerola per poi stabilirsi a Ravello [2]. 

 Lo stesso autore, nel volume Terra Agerula esprime il parere che sia da localizzare in Agerola quella località Polberosa nella quale un documento del 1187 segnala beni dei Pironti accanto a quelli dei Lantaro [3].

Stemma di famiglia dalla voce Pironti di Wikipedia.

L’agerolese Nicola Pironti duca di Campagna

Come può leggersi alle pagine 302 e seguenti dell’ opera  di Antonino Vincenzo  Rivelli “Memorie storiche della città di Campagna” (Salerno, Stab. Tipogr. Antonio Volpe 1895 con ristampa di Arnaldo Forni editore, 1976), nel 1693 l’importante feudo di Campagna (Salerno) fu acquistato da “Nicola Pironti di Agerola” 

Quel feudo, che prima era stato dei Grimaldi di Monaco col titolo marchesale, per esigenze finanziarie della corte vicereale era stato posto in vendita col titolo ducale e il nostro Nicola Pironti se lo aggiudicò offrendo prima 32.000 e poi 40.050 ducati. La famiglia tenne Campagna fino all’abolizione della feudalità e promosse un notevole sviluppo urbanistico della città di Campagna con, tra l’altro, la edificazione del Palazzo Ducale e  dell’Ospedale civico.


Campagna (Salerno). Il palazzo ducale edificato dai dai PIronti (particolare).

Nella citata opera del Rivelli si legge anche che la famiglia cui appartenne Nicola aveva la propria dimora nel casale di Pianillo ed era titolare della cappella di S. Trofimena nella parrocchia di S. Martino (Vetere) a Campora di Agerola.  Il Rivelli ci informa pure che Nicola, figlio di Scipione P. e della napoletana Lucrezia de Rossi,  sposò Giovanna Mendoza, oriunda spagnola. L’origine della ricchezza che gli consentì l’acquisto del feudo non mi risulta per ora chiara; ma ipotizzo che derivasse da una grossa attività mercantile, forse iniziata già dal padre. Nicola morì nel 1736. Con ciò il feudo e il titolo nobiliare passarono al figlio primogenito Gaetano e, dopo la morte di questi (1784 ) suo figlio Gennaro. L’ultimo duca Pironti fu Antonio, il quale si trasferì a Napoli quando le leggi del periodo napoleonico abolirono la feudalità dal Regno di Napoli. 

Note:

1 -Borgo fortificato di cui restano pochi ruderi su di un colle tra Pimonte ed Agerola. Nei documenti antichi e deyto castrum Pini. Essoo fu fatto erigere,  o almeno ampliare e rafforzare, dal doge Mastalo I verso l’anno 940. 

2 – G. Gargano, La nobiltà aristocratica amalfitana al tempo della repubblica indipendente (839-1131), VI, in “Rassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitana”,  35 (2008), p. 28

3 –G. Gargano,Terra Agerula, Centro di Cultura e Storia Amalfitana e Comune di Agerola, 2016. Il  documento in questione è il numero CLXXX della raccolta nota come  Codice Perris (J. Mazzoleni e R. Orefice,Il Codice Perris. Cartulario Amalfitano sec. X-XV,  Centro di Cultura e Storia Amalfitana, Fonti 1, vol. 1, p. 353 e seg.).

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